5 aprile 2020
Aggiornato 03:30
Voluto fortemente dalla Moratti e in vigore dal gennaio 2008

Moratti su Ecopass sempre più isolata da sua maggioranza

Per Formigoni gli incentivi sono meno invasivi per i cittadini

MILANO - E' sempre più isolata dalla sua maggioranza il sindaco di Milano, Letizia Moratti. A finire al centro del dibattito politico di questi giorni questa volta è l'Ecopass, il ticket anti-smog voluto fortemente dalla Moratti e in vigore dal gennaio 2008. La Lega vorrebbe un referendum popolare per deciderne le sorti.

Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, prende tempo fino a settembre e intanto fa sospendere il ticket in agosto. Il presidente della Provincia di Milano ,l'azzurro Guido Podestà, rimanda la discussione a un tavolo tecnico in autunno. Ultimo, ma non per importanza, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, rivendica la bontà delle politiche di incentivazione rispetto ad altri mezzi. Così la sua maggioranza, la stessa che è al Governo, mette sempre più nell'angolo il sindaco Moratti, costretta dopo aver fatto dell'Ecopass uno dei cavalli di battaglia della sua campagna elettorale a temporeggiare sulle sorti del provvedimento.

L'ultima stoccata è arrivata da Formigoni che, presentando il pacchetto di provvedimenti regionali per la qualità dell'aria, ha difeso gli incentivi ambientali come uno strumento «meno invasivo» per i cittadini rispetto ad altre misure. «La misura è stata decisa dal Comune di Milano - ha detto a gli chiedeva cosa ne pensasse dell'Ecopass - noi come istituzione non interveniamo». Prima di lui a isolare la Moratti era intervenuta la Lega che chiede da tempo un referendum popolare per porre fine alla cosiddetta «fase sperimentale» dell'Ecopass. Questa fase doveva durare un anno inizialmente. Di fatto sono 19 mesi che si va avanti. A settembre dello scorso anno si è cominciato a parlare per la prima volta di sondaggio, se non altro per testare il gradimento dei cittadini, poi, però, il rischio di una sonora bocciatura in una fase politicamente delicata, come la campagna elettorale per le provinciali milanesi aveva sconsigliato alla maggioranza di Palazzo Marino di procedere su questa strada. Ora, però, il nodo è venuto al pettine. E il sindaco promette che il sondaggio ci sarà. Accanto ad «una riflessione da avviare» all'interno della sua giunta, che notoriamente è divisa sulla cosiddetta pollution charge.

«Valuteremo a settembre se l'Ecopass è uno strumento utile o meno - dice Giulio Gallera, capogruppo del Pdl di Palazzo Marino - di fatto le risorse sono diminuite. Valuteremo attentamente se non sono entrati meno soldi di quello che ci è costato il provvedimento. Due anni fa abbiamo iniziato una battaglia per migliorare la qualità della vita in città e la battaglia continuerà con o senza l'Ecopass».

Tavolo istituzionale per valutare i risultati - Fino a ieri nella maggioranza di Palazzo Marino tutti si trinceravano sulla necessità di giudicare i dati per capire se per l'Ecopass c'è un futuro o meno. Oggi, dati alla mano, con il traffico in entrata ridotto del 14,4% e una diminuzione del 22% del PM10, in molti preferiscono temporeggiare. Il presidente della Provincia chiede che venga istituito un tavolo interistituzionale per valutare i risultati. Formigoni accoglie la proposta con la massima disponibilità anche se tra le sue politiche di incentivi non sembra ci sia spazio per inserire l'Ecopass. Ormai a difendere il ticket insieme alla Moratti c'è solo l'assessore al Traffico, Edoardo Croci, che rivendica l'efficacia del provvedimento: «Tornare indietro è impensabile - dice - bisogna ragionare su come potenziarlo». Con lui solo gli ambientalisti che vorrebbero passare alla fase attuativa ed estendere la misura anche ad altri veicoli. Ma la Lega su questo non sembra intenzionata a cedere. Anzi, ritiene che la gestione del traffico a Milano possa trovare «nuove idee e un nuovo assessore. Ma non è su questo che ragionano gli alleati del Pdl. Per Gallera una cosa è certa: non ci sarà un referendum. «La Lega - dice - visto che è così attenta alle spese consideri quanto costa un referendum: forse non è il caso di buttare i soldi, ci sono tanti altri modi per sentire il parere dei cittadini. Se però la ricetta che propone in alternativa all'Ecopass è la chiusura del centro noi diciamo subito che è improponibile».

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