20 agosto 2019
Aggiornato 18:30

Veronica cala sipario: divorzio. Il Premier «addolorato»

La first lady: «Frequenta minorenni». I 29 anni di amore e liti

Veronica Lario ha deciso: dopo anni di silenzio e colpi di scena, qualche avvertimento, ultimatum lanciati e scuse chieste a mezzo stampa, fa calare il sipario sul suo matrimonio con Silvio Berlusconi. «La strada del mio matrimonio è segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni«, spiega la first lady, confermando ai quotidiani Repubblica e La Stampa di aver avviato le pratiche per la separazione. Il premier, raggiunto a Roma dalla notizia, ha lasciato la capitale per tornare nella villa di Arcore (la moglie è a Macherio), dando mandato al suo ufficio stampa di diffondere una nota secca quanto amara, che sfida gossip e pettegolezzi: «E' una vicenda personale che mi addolora, che rientra nelle dimensione privata e di cui mi pare doveroso non parlare«.

LISTE «VELINE» - A far traboccare il vaso, le modalità di compilazione delle liste per le elezioni Europee, con la corsa di veline e attrici in cerca di un posto a Strasburgo: dopo l'affondo della Fondazione di Gianfranco Fini, Farefuturo, tocca allo sfogo di Veronica che parla di un «ciarpame senza pudore» a sostegno del «divertimento dell'imperatore». L'imperatore è, naturalmente, suo marito. Che la notte precedente ha partecipato come ospite d'onore alla festa di compleanno di una diciottenne di Casoria, Noemi Letizia, che lo chiama 'papi' e ammette una assidua frequentazione con il Cavaliere. Per Veronica la misura è colma: resistendo alla sua naturale discrezione, la first lady si sfoga pubblicamente, dicendosi «sorpresa» delle cronache della nottata di festa del marito, «anche perché non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato». Il giorno dopo, Berlusconi dà ordini di chiudere le porte delle liste a veline e soubrette, e cerca di minimizzare le polemiche con la moglie, liquidandola: «Anche la signora ha creduto a quello che hanno messo in giro i giornali, mi dispiace».

Toni ben diversi da quelli di due anni fa, quando Berlusconi si scusò pubblicamente con la moglie. Veronica, rompendo il tradizionale riserbo, il 31 gennaio 2007 invia una lettera a Repubblica, chiedendo «pubbliche scuse» al marito per le frasi galanti e «inaccettabili» rivolte da questi ad alcune signore («se non fossi già sposato la sposerei subito», avrebbe detto all'allora deputata Mara Carfagna). E' un ultimatum. Le scuse pubbliche del premier arrivano il giorno dopo: anche qui il tentativo di minimizzare, il Cavaliere parla di «bagattelle», ma il tono è più gentile: «custodisco la tua dignità come un bene prezioso nel mio cuore anche quando dalla mia bocca esce la battuta spensierata, il riferimento galante». E' tregua. I due si fanno fotografare mano nella mano, mettendo a tacere le voci di una imminente rottura. Ma dura poco: già pochi mesi dopo, nel luglio 2007, il settimanale Oggi, sotto un titolo che lascia poco all'immaginazione («L'Harem di Silvio«) pubblica foto compromettenti del premier, mano nella mano con cinque giovani ragazze, che non disdegnano di sedersi sulle sue ginocchia: nuovi malumori, e Berlusconi che cerca di chiudere il caso con una barzelletta raccontata in pubblico.

Nel luglio del 2008, dopo nuovi attriti sulle presunte intercettazioni bollenti con deputate e ministre, il Cavaliere appare un uomo tutta casa e famiglia: organizza un party per i nipotini e una festa in costa Smeralda per il 52esima compleanno di sua moglie. Nulla a che vedere con la sorpresa organizzata qualche anno prima a Marrakech, quando in occasione dei 50 anni di Veronica, il premier arrivò a sorpresa in Marocco per travestirsi da touareg e improvvisare una danza araba che fece «commuovere» la signora. Lei, in quel luglio di un anno fa, diceva: «Da anni leggo notizie che riguardano il mio prossimo divorzio. Per quel che ne so io, non è nei miei piani».

Oggi si dice «costretta» a dover mettere fine a un amore iniziato 29 anni fa, in un piccolo camerino del Teatro Manzoni di Milano, al termine di una replica de Il magnifico cornuto di Fernand Crommelynck. Sul palco il compianto Enrico Maria Salerno e una giovanissima Veronica, al secolo Miriam Bartolini, allora solo 24enne. Come per ogni grande storia, il loro fu amore a prima vista e, all'inizio, clandestino. Berlusconi era allora sposato con Carla Dall'Oglio, dalla quale aveva avuto due figli, Marina e Piersilvio. Il divorzio arrivò qualche anno dopo. Nel 1990 fu celebrato il matrimonio con Veronica, che intanto aveva dato a Silvio altri tre figli: Barbara, Eleonora e Luigi. Quando nel 1994, Berlusconi annuncia la sua «discesa in campo» Veronica si mostra «fiera» del marito, salvo poi dolersi per questa scelta, ma da allora sceglierà di rimanere un passo indietro all'uomo politico: nei primi anni appare al fianco del marito nelle occasioni ufficiali, poi sempre meno. Preferisce rifugiarsi nella tranquillità della villa di Macherio e dedicarsi ai figli, che cresce secondo i precetti del modello pedagogico steineriano.

Questo non le impedisce di intervenire pubblicamente su questioni dell'attualità politica, marcando non di rado una distanza sensibile dalle posizioni del marito: dall'attenzione per le battaglie del movimento pacifista ai quattro sì segnati sulla scheda elettorale nel tentativo di abrogare, nel 2005, la legge sulla procreazione assistita. Lo segue nelle campagne elettorali, ma quando a sfidarlo è Prodi augura ai due che a vincere sia «il migliore». Con le sue posizioni e le bachettate al marito diventa quasi un'icona della sinistra, al punto da dover garbatamente respingere il corteggiamento di Walter Veltroni. Nel 2002 accetta, impassibile, le poco eleganti punzecchiature, anche pubbliche, del marito su una sua presunta relazione con il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari: «Lei è il primo ministro più bello dell'Europa. Penso di presentarlo a mia moglie perchè è anche più bello di Cacciari», ebbe a dire Berlusconi incontrando l'allora premier danese Rasmussen.

Ora, Veronica ha deciso di alzare la voce. Forse anche l'ex signora Sarkozy, Cecilia, che nel motivare la scelta di abbandonare il marito spiegò di essere diversa da Veronica e Hillary, la capirebbe. Ora la signora Berlusconi si sente «costretta» ad affidarsi a un avvocato, una donna di cui «mi posso fidare fino in fondo», per evitare ogni possibile contropiede del suo consorte. E chissà quanto abbia pesato, sulla scelta di dire 'basta', la prima pagina di Libero, che qualche giorno fa, sotto il titolo «Veronica velina ingrata», ritraeva quella giovane attrice a seno nudo proprio su quel palco, in quella piece, che debuttò nel 1980 e li fece innamorare.