30 marzo 2020
Aggiornato 18:00
Caccia

Della Seta: Controriforma centrodestra è irricevibile

Liberalizzare l'attività venatoria fa male all'ambiente e non piace agli italiani

«La proposta del senatore del Pdl Orsi, relatore nel comitato ristretto della Commissione Ambiente chiamato a definire un testo condiviso di aggiornamento della Legge 157 sulla tutela della fauna e la regolamentazione dell'attività venatoria, è una «controriforma» e dunque irricevibile».

Lo dichiara il senatore Pd Roberto Della Seta, capogruppo in Commissione Ambiente.

«Se passasse questo stravolgimento della 157 - continua Della Seta - diventerebbe possibile sparare a sedici anni, quando ancora non si può né votare né guidare l'automobile; cacciare animali selvatici, peppole e fringuelli nelle aree protette sotto il pretesto del controllo faunistico; allestire aziende venatorie private con caccia libera 365 giorni all'anno.

La caccia alla fauna migratoria sarebbe possibile per chiunque su tutto il territorio nazionale, e non come oggi prevalentemente all'interno degli ambiti di residenza venatoria dei cacciatori. La tutela della fauna selvatica cesserebbe di essere un 'interesse nazionale', come sancito dalla nostra Costituzione, e verrebbe azzerato il ruolo del'ex-Infs, l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica oggi accorpato nell'Ispra. I bracconieri condannati pagando una multa avrebbero restituiti le loro armi».

«Quella proposta da Orsi – sottolinea l’esponente del Pd - non è una riforma della 157, ma un suo totale stravolgimento, che recherebbe gravi danni all'ambiente, ci esporrebbe a nuove procedure d'infrazione da parte dell'Europa, e riporterebbe in Italia un anacronistico e fortunatamente separato scontro ideologico tra chi vuole l'abolizione della caccia e chi ne invoca una totale liberalizzazione».

Della Seta preannuncia che se questa rimarrà la proposta del Pdl, il Partito Democratico vi si opporrà con grande determinazione, «La nostra posizione - conclude il senatore del Pd, è la stessa sostenuta da gran parte del mondo venatorio, ambientalista, agricolo, e corrisponde, ne siamo convinti, al sentimento di gran parte degli italiani. Il nostro Paese è atteso da mesi difficili, nei quali vi sarà bisogni di coesione solidarietà d'intenti: di tutto abbiamo bisogno tranne che di tornare a dividerci tra nemici della caccia e fautori di una caccia senza limiti e senza regole».

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