11 dicembre 2019
Aggiornato 14:30
Caccia

Della Seta: «No alla cancellazione dei reati di bracconaggio»

«In molti disegni di legge di riforma della legge 157/92 sulla caccia presentati dai parlamentari della Destra - ha spiegato Della Seta - è prevista la depenalizzazione dei reati di bracconaggio»

«Il Pd dice no alla cancellazione dei reati di bracconaggio». Lo ha detto il senatore Roberto Della Seta, capogruppo del Pd nella Commissione Ambiente, nel corso del seminario sulla caccia organizzato dal governo del Partito Democratico.

«In molti disegni di legge di riforma della legge 157/92 sulla caccia presentati dai parlamentari della Destra - ha spiegato Della Seta - è prevista la depenalizzazione dei reati di bracconaggio. Vuol dire che chi cacciasse di frodo fuori dalla stagione venatoria specie vietate perché a rischio di estinzione, chi cacciasse nei parchi, chi cacciasse nei giorni di silenzio venatorio non commetterebbe reato e rischierebbe soltanto una piccola ammenda.

Questo colpo di mano - ha proseguito Roberto Della Seta - violerebbe in maniera evidente le indicazioni dell'Unione Europea che invitano gli stati membri a reprimere con più vigore i comportamenti che danneggiano il patrimonio ambientale e faunistico e farebbe un grande favore ai bracconieri, la cui attività spesso risente di veri e propri disegni criminali. Esistono ecomafie anche legate al bracconaggio. Se passassero queste norme i bracconieri verrebbero equiparati a una compagnia di buontemponi. Il Partito Democratico - ha sottolineato Della Seta - è disponibile a ragionare di miglioramenti della legge sulla caccia, ma tenendo bene fermi i suoi principi, sui cui peraltro anche oggi si è registrata la sostanziale condivisione delle associazioni venatorie e ambientaliste e delle organizzazioni agricole, principi che vedono l'attività venatoria come un'attività legittima ma che va esercitata nel rispetto del criterio costituzionale di tutela di un bene comune e indisponibile per i privati qual è la fauna selvatica».