21 agosto 2019
Aggiornato 01:00
Caccia illegale

Due bracconieri in Sardegna “catturati” da microtelecamere

La LIPU denuncia uccellagione: «fenomeno sconcertante»

Concluso il campo di volontariato a Cagliari: 7.200 trappole sequestrate. LIPU denuncia la strage: «Uccelli uccisi e rivenduti ai ristoranti locali in pessime condizioni igienico-sanitarie».
Più di settemila trappole per catturare merli, tordi e pettirossi e otto lacci in cavi d’acciaio per la cattura di cinghiali, gatti selvatici e cervi sono state distrutte dai volontari della LIPU in occasione del decimo campo antibracconaggio organizzato dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) per combattere il vasto fenomeno della cattura illegale con trappole e reti in provincia di Cagliari

Decine di volontari provenienti da tutta Italia si sono dati appuntamento nei boschi del basso Sulcis, teatro di una cruenta attività illegale e molto redditizia per chi la pratica: nel mirino dei bracconieri soprattutto specie di uccelli come Merlo, Tordo bottaccio, Pettirosso, Verdone e Codirosso, alcune delle quali (soprattutto i tordi) rivenduti – nonostante i divieti - a macellerie e ristoranti locali per la preparazione di piatti tipici, in particolare quello delle «grive», composto da otto uccelli messi a macerare e bollire in foglie di Mirto. Il consumo inoltre di carni animali non controllate dal servizio veterinario – sottolinea la LIPU – può causare gravi danni alla salute pubblica, in quanto gli uccelli vengono spesso lasciati per giorni a marcire nelle trappole prima di essere recuperati e rivenduti.

«Da anni – dichiara Claudio Celada, Direttore Conservazione Natura LIPU, che ha partecipato al campo – denunciamo una gravissima situazione di illegalità nel cagliaritano. Quest’anno l’utilizzo di tecnologie semplici come le microtelecamere che abbiamo installato nei boschi dimostrano come colpire questo fenomeno sconcertante sia possibile. Facciamo dunque appello alle autorità competenti affinché intervengano con urgenza a tutela della fauna selvatica».

Oltre alla distruzione delle trappole, i volontari infatti, grazie ad alcune micro-telecamere piazzate sugli alberi, hanno ripreso due uccellatori mentre recuperavano la preda dalla rete: uno di loro è stato ripreso, identificato e intervistato dalla trasmissione «Le Iene Show» di Italia Uno nella puntata del 25 novembre scorso, in un servizio che ha documentato con estrema precisione l’intero ciclo della strage, dalla cattura nelle reti al piatto del ristorante. Contro i bracconieri ripresi dalle telecamere la LIPU ha effettuato una denuncia al Comando carabinieri di Capoterra.

L’uccellagione colpisce tutte le specie senza effettuare una selezione, indipendentemente dalla loro rarità, dimensione e commestibilità, creando danni incalcolabili al patrimonio avifaunistico.