20 novembre 2019
Aggiornato 20:30
Attentati Mumbai

Mumbai: liberi gli ostaggi

Felice conclusione per i 7 italiani rimasti nelle mani dei terroristi

Si è conclusa felicemente la brutta vicenda dei sette italiani rimasti ostaggi del commando integralista mujaheddin che nelle ultime 36 ore ha provocato la morte di quasi 200 persone e il ferimento di oltre 300 nella capitale finanziaria dell'India, Mumbai.

I sette italiani rimasti intrappolati negli hotel Oberoi-Triden e Taj Mahal, tra cui una donna con una bimba di sei mesi, sono ora in libertà. La Farmesina ha confermato l'evacuazione nella prima mattinata dando seguito all'annuncio del comandante dell'esercito indiano, il generale N. Thamburaj, che affermava «quasi tutti gli ospiti e il personale dell'albergo sono stati evacuati». In realtà se per i nostri compatrioti c'è stato il lieto fine, bisogna dire che la crisi non è ancora conclusa nell'hotel di lusso Taj Mahal dove un terrorista ha con sé due o più ostaggi. Sporadicamente continuano gli spari e le esplosioni all'interno dell'albergo e presso la stazione ferroviaria di Mumbai.

Dalla descrizione delle forze armate indiane si apprende che i terroristi erano «giovani, agivano a volto scoperto e sparavano a chiunque si muovesse. Erano molto ben addestrati: sapevano chi dovevano colpire e come dovevano agire».

Per la polizia almeno 12 terroristi sono arrivati a Mumbai da Gujarat. Il governo indiano punta il dito contro il Pakistan: il ministro degli esteri indiano, Pranab Mukherjee, ha detto che i responsabili degli attacchi terroristici sono da ricercare in Pakistan. Oggi è previsto un incontro tra il premier indiano Mammohan Singh, e il presidente pakistano Asif Ali Zardari.

A.Dra