19 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Terrorismo islamico

Da Brescia alla strage di Mumbai

Presi due pakistani titolari di un money transfer

BRESCIA - Da Brescia hanno attivato le linee telefoniche che hanno consentito ai terroristi del «Lashkar e tayyiba» (Let) di colpire per tre giorni a Mumbai a fine novembre dell'anno scorso, provocando la morte di 195 persone. Sono i due cittadini pakistani, che gestivano un'agenzia di money transfer, arrestati questa mattina dal servizio centrale antiterrorismo dell'Ucigos.

Avevano attivato, spiega Stefano Fonsi, dirigente della digos di Brescia, le cinque linee che sono servite ai cinque comandi terroristici per tenersi in contatto con i vertici dell'organizzazione, che seguivano gli sviluppi in televisione e garantivano la regia dell'operazione, offrendo indicazioni ai gruppi sul campo.

Si trattava di linee voip (voice over ip), vale a dire attraverso la rete internet, attivate il giorno prima degli attentati presso un operatore americano. I gruppi terroristici, grazie a opportune configurazioni, le utilizzavano direttamente con dal cellulare. Una terza persona che non è mai venuta in Italia e che rappresentava il collegamento tra l'organizzazione terroristica e i due pakistani di Brescia, è stata individuata in Pakistan. Il suo nominativo, spiega Fonsi, è stato trasmesso alle autorità locali.

Nell'ambito delle indagini antiterroristiche, la digos ha anche scoperto un giro di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina legata alla stessa agenzia di money transfer. Il capo di una organizzazione dedita a questo tipo di attività pagava i propri collaboratori all'estero, che organizzavano i viaggi, attraverso l'agenzia, intestando le operazioni a terze persone ignare di tutto. Per questo secondo filone di indagine, sono stati spiccati tre mandati di arresto. Due persone sono state prese, mentre un'altra è latitante. Altre 12 persone, poi, sono state denunciate.