26 maggio 2020
Aggiornato 01:00
Protesta studenti

«Ho chiesto ai ragazzi se la scuola e l’università così come sono li soddisfino»

Dichiarazione del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini

Ho chiesto ai ragazzi se la scuola e l’università così come sono li soddisfino. Un’università ed una scuola che non preparano al lavoro e che non consentono loro di farsi un futuro. Non è vero che in Italia si spenda poco per l’istruzione, anzi siamo tra i primi d’Europa. Il problema è che si spende male.

E’ inaccettabile che:

l’università italiana produca meno laureati del Cile
abbiamo 94 università, più 320 sedi distaccate nei posti più disparati
ci siano 37 corsi di laurea con 1 solo studente
327 facoltà non superino i 15 iscritti
negli ultimi 7 anni siano stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi siano stati 26.000. Nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro
ci siano 5 università importanti con buchi di bilancio enormi (e sono i luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni
si siano moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze didattiche dei ragazzi, aumentando la spesa per l’università in maniera inaccettabile
non ci sia un’università italiana che figuri tra le migliori 150 del mondo
ci siano 5500 corsi di laurea, mentre in Europa ne troviamo la metà
Siano insegnate 170.000 materie rispetto alle 90.000 della media europea
nel 2001 i corsi di laurea fossero 2444, oggi 5500
i ragazzi siano sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre.

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