16 settembre 2019
Aggiornato 08:30
Allarme bracconaggio

Boom di impallinati nell’ultimo weekend venatorio

In un solo giorno pervenuti al centro “La Fagiana” (MI) quattro esemplari con ferite da arma da fuoco. La LIPU: “Pene più dure e più risorse contro il bracconaggio”

Spari e uccisioni di specie protette nell’ultimo weekend di caccia. Tra Pavia e Novara la LIPU ha raccolto sul terreno un Airone cenerino, una Poiana, un Barbagianni e un Fringuello, tutti abbattuti dai pallini sparati da ignoti. Portati al Centro recupero fauna selvatica LIPU «La Fagiana», a Pontevecchio di Magenta (MI), gli esemplari sono stati ricoverati e sottoposti ad accertamenti da parte del personale della struttura: il Barbagianni, a causa delle gravi ferite, è deceduto, l’Airone e la Poiana sono in attesa di un’operazione, mentre il Fringuello è stato dichiarato recuperabile.

Weekend venatorio tragico anche a Roma, con due rapaci uccisi a fucilate: al Centro recupero della LIPU presso il Bioparco sono stati ricoverati con ferite da arma da fuoco due esemplari di Sparviere (di cui uno deceduto), due di Gufo comune (uno è deceduto), e una Poiana. Dai primi di settembre il centro di Roma – sottolinea la LIPU – ha già soccorso 17 esemplari, in gran parte rapaci, raccolti tra le province di Roma, Latina e Frosinone, con quattro rapaci e un Tarabusino uccisi in conseguenza di ferite da arma da fuoco. Infine il centro recupero di Casacalenda (Campobasso): due esemplari di Falco pecchiaiolo colpiti a Benevento, di cui uno deceduto e uno che si trova in voliera di riabilitazione, costretto a saltare la migrazione autunnale, poi un Gheppio (deceduto), uno Sparviere, che si trova in riabilitazione, e un esemplare di Upupa poi deceduta.

«Si tratta di gravissimi episodi che confermano e rilanciano l’allarme bracconaggio su tutto il territorio nazionale – dichiara il vicepresidente LIPU Fulvio Mamone Capria – Lanciamo un forte appello alle forze dell’ordine, affinché si intensifichino i controlli, e al Parlamento, affinché non si depenalizzino, come invece previsto da alcuni progetti di legge, ma anzi si rafforzino le sanzioni contro i reati di caccia illegale e bracconaggio contenuti nella legge 157/92. Ma una richiesta va fatta anche al Governo, perché preveda al più presto un serio adeguamento di risorse e strumenti per combattere un fenomeno, quello del bracconaggio, esecrabile e tutt’altro che in calo».