21 giugno 2024
Aggiornato 10:00
Inquinamento

Zanichelli: «Rilanciare gli Accordi per la qualità dell'aria»

«Rafforzeremo gli interventi strutturali e la collaborazione con le altre Regioni padane»

«Sulla lotta allo smog la Regione non intende fare passi indietro, ma piuttosto rilanciare gli Accordi per la qualità dell’Aria, anche alla luce di quanto previsto dalla nuova direttiva europea sulle polveri ultrafini. Rafforzeremo gli interventi strutturali, affiancando alle regole, che sono indispensabili, adeguati incentivi e disincentivi». E’ quanto ha detto l’assessore regionale all’ambiente e sviluppo sostenibile Lino Zanichelli nel corso di una comunicazione in Assemblea legislativa sulle iniziative della Regione contro l’inquinamento atmosferico. «Il problema è di estrema complessità e molto si può e si deve ancora fare. Non esistono tuttavia soluzioni miracolistiche e l’esperienza promossa dalla Regione è sicuramente tra le più rigorose su scala nazionale su un territorio così ampio».

«I prossimi Accordi per la qualità dell’aria – ha aggiunto Zanichelli – potranno prevedere una maggiore flessibilità per tenere conto delle differenze tra i vari territori, ma sono convinto che debba rimanere ben salda l’azione di coordinamento e di promozione regionale. E’ anche grazie a questa azione se i Comuni aderenti, dal 2001 a oggi, sono passati da 23 a 79. Va anche rafforzata ulteriormente la collaborazione a livello nazionale, in particolare con le altre Regioni dell’area padana, per mettere in campo azioni di bacino più efficaci.»

I risultati raggiunti
Oltre a «responsabilizzare la comunità regionale nella lotta all’inquinamento atmosferico» gli Accordi sulla qualità dell’aria che dal 2001 coinvolgono Regione, Province e Comuni con più di 50 mila abitanti, hanno comunque contribuito ad abbassare i principali inquinanti atmosferici. Illustrando i dati rilevati da Arpa nell’ultima campagna 2007-2008, l’assessore Zanichelli ha ricordato che c’è stato un risparmio del 37% di CO, del 52% di sostanze come il benzene, del 21% di PM10 e del 24% di ossidi di azoto rispetto ad un giorno feriale medio senza restrizioni. Considerando i blocchi della circolazione del giovedì nel periodo dal 7 gennaio al 31 marzo, gli esiti sono stati ancora più evidenti: 30% in meno di PM10 e 29% di ossidi di azoto, oltre a una diminuzione media di circa il 35% dei flussi veicolari.
Il Pm10 resta tuttavia al momento la principale criticità. Se la media annuale di questo inquinante, che deve essere contenuta sui 40 microgrammi per metro cubo, è dal 2000 in lieve ma costante diminuzione, rimangono invece fuori norma su tutto il territorio regionale gli sforamenti del valore di riferimento giornaliero che è pari a 50 mg per metro cubo da non superare più di 35 volte all’anno. Va ricordato che secondo i dati della Commissione europea, anche la maggior parte degli Stati membri non ha ancora conseguito i valori limite fissati per il PM10 e, secondo le stime disponibili, in oltre il 40% delle zone della Comunità le concentrazioni giornaliere di PM10 superano il valore limite di 50 ug/m3 per più di 35 giorni per anno civile, mentre in più del 15% di tale zone le concentrazioni di Pm10 superano anche il valore limite annuo di 40 ug/mc.

Le risorse investite
Quanto alle misure strutturali previste dagli Accordi, Zanichelli ha ricordato che dal 2001 al 2010 sono state investiti complessivamente 963 milioni di euro di risorse pubbliche e private. Nel triennio 2007-2010 poi le risorse in campo superano i 300 milioni di euro.
Le voci di spesa più significative riguardano il parco autobus con 58 milioni di euro di investimenti; il potenziamento delle piste ciclabili e della mobilità sostenibile delle persone (110 milioni di euro di investimenti); il rinnovo del materiale rotabile ferroviario sulle linee di competenza regionale (137 milioni tutti stanziati dalla Regione); il contenimento dei consumi energetici in campo produttivo e civile (86 milioni di euro dalla Regione cui si aggiungeranno risorse degli Enti locali e dei privati). Né va dimenticata la conversione di più di 50 mila auto private a gpl e di quasi 17 mila a metano. La sola Regione ha stanziato a questo riguardo oltre 5 milioni di euro.
Oltre a una diminuzione dei principali inquinanti, anche grazie agli Accordi sta aumentando il ricorso dei cittadini al trasporto pubblico. Gli incrementi più consistenti del numero di viaggiatori in ambito urbano rispetto al 2005 riguardano i bacini di Parma (+6%) e Forlì-Cesena (+6%), mentre nel trasporto extraurbano Bologna (+ 9) e Rimini (+ 8%).
Il settore degli autotrasporti continua a rappresentare la principale fonte di inquinamento. Con un’incidenza per quanto riguarda il PM10 del 40%, seguito dalla combustione non industriale (21%) e dall’industria (24%).