I sondaggi premiano le decisioni del Governo
Citando un ultimo sondaggio di Euromedia in occasione della sua partecipazione alla festa del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi ha detto che il consenso nei suoi confronti è pari al 68,1%, e ha commentato: «è quasi imbarazzante».
Dal sondaggio, ha detto, è uscita rafforzata la sua convinzione che le scelte finora compiute siano quelle giuste e che sia necessario «andare avanti anche da soli» ed eventualmente «governare con i decreti legge» che, in ogni caso, sono sottoposti al vaglio del Capo dello Stato.
L’obiettivo è uno solo: cambiare il Paese e «il governo potrà davvero cambiare il Paese».
Il dialogo con la sinistra è stato tentato, ma questa è ripiombata nello «sfascismo e nel disfattismo».
I problemi da affrontare sono urgenti e drammatici. È inutile che la sinistra lancia l’allarme su una presunta deriva autoritaria. Nessuno minaccia la libertà né degli individui né delle istituzioni. Ma il Parlamento non può diventare un’area di sosta forzata e prolungata, solo per dare all’opposizione l’opportunità di recitare l’unica parte che ha imparato a memoria, l’antiberlusconismo.
Questa linea è stata rigettata dagli elettori che hanno dimostrato in modo inequivocabile che vogliono un Governo con queste caratteristiche:
che sia formato da un’alleanza di forze omogenee;
che sia guidato da Silvio Berlusconi;
che realizzi le promesse contenute nel Programma;
che abbia una maggioranza forte e sufficiente per realizzare il grande obiettivo della trasformazione del Paese.
L’opportunità per dare vita ad un grande dialogo riformista si è avuta con le elezioni precedenti, quelle del 2006, quando la coalizione di sinistra vinse per una manciata di voti e Berlusconi fu il primo a suggerire questa strada. Prodi rifiutò, condannando il suo governo a una vita grama e soprattutto il Paese a una lunga perdita di tempo.
Dopo il voto del 2008 non è più il caso di «minimizzare» la vittoria, di aspettare i comodi dell’opposizione, i suoi suggerimenti paralizzanti e soprattutto la soluzione dei suoi contrasti interni. Gli elettori non comprenderebbero un tale atteggiamento da parte della maggioranza. Berlusconi se ne fa interprete e guida il governo sulla strada delle decisioni immediate e delle riforme di lungo periodo (come il federalismo). In piena intesa con Giulio Tremonti, che aveva previsto l’attuale crisi finanziaria internazionale, dice che «nella finanza deve tornare l’etica» e mentre garantisce che i risparmi degli italiani non verranno intaccati, aggiunge: «Cedo che dobbiamo essere ottimisti. Il sistema bancario italiano non è fondato sulla finanza. La finanza non crea ricchezza e gli italiani non ci sono cascati».
- 04/12/2018 Gli attacchi a Di Maio non vanno a segno: il M5s cresce
- 30/06/2018 Tutti lo criticano ma gli italiani lo apprezzano: la Lega di Salvini sempre più primo partito
- 20/06/2018 L'effetto Salvini piace agli italiani: ora la Lega è il primo partito italiano
- 12/04/2017 Strafalcioni: Dario Argento ha prodotto «L’urlo di Munch». Tutte le gaffe degli italiani bocciati in cultura generale