28 gennaio 2020
Aggiornato 02:30
Al via la scuola in Calabria

Il vicepresidente Cersosimo inaugura l’anno scolastico da Platì

«La crescita di un territorio assume quale precondizione la capacità di esprimere qualificazione culturale»

Ripartire dalla scuola. Ripartire da Platì. Ripartire, inaugurando l’anno scolastico 2008/2009, dal paese con il reddito pro capite più basso d’Italia, scelto dalla Regione Calabria proprio come luogo simbolo di speranza e di riscatto.
«La crescita di un territorio assume quale precondizione la capacità di esprimere qualificazione culturale. È la scuola il primo luogo dove si possono combattere le disuguaglianze di origine familiare e territoriale. La scuola deve restituire ai giovani fiducia nel futuro, con il valore della cultura quale dimensione qualificante per la persona. La scuola deve diventare un presidio aperto alla collettività. Se ci prendiamo per mano, tutti insieme, ce la possiamo fare». Con queste parole, dall’Istituto scolastico comprensivo di Platì, il vicepresidente della Giunta regionale Domenico Cersosimo, ha espresso a tutti gli studenti calabresi gli auguri per un buon anno scolastico.

Erano presenti all’iniziativa i tre commissari straordinari dell’Amministrazione comunale Paola Galeone, Giuseppe Chiofalo e Filippo Romano che hanno descritto una Platì «fiera di credere nei valori istituzionali e costituzionali»; il prefetto di Reggio Calabria, Francesco Antonio Musolino, secondo cui «l’importanza con la quale le istituzioni guardano a questa comunità è un’importanza che tutti meritano, ma che, forse, Platì merita di più»; il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Francesco Mercurio, il quale ha garantito «il massimo impegno, affinché la scuola raggiunga, soprattutto nei territori disagiati, normali livelli di civiltà».
All’incontro sono intervenuti anche la dirigente dell’Istituto scolastico comprensivo di Platì, Emilia Foglia, il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Morabito e l’assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Ercole Nucera, la coordinatrice dell’Ufficio scolastico provinciale Giacomina Caminiti, dirigenti, sindaci e studenti di alcuni comuni della Locride.

«La scuola è tutto», ha detto il vicepresidente Cersosimo, «e non possiamo assolutamente permetterci di fare una cattiva scuola». Secondo Cersosimo «la qualità sociale della nostra regione dipende dalla qualità della scuola. La bassa qualità della scuola determina la bassa qualità della nostra società. Dobbiamo impegnarci tutti: Regione, istituzioni scolastiche, cittadini, per superare la sottodotazione strutturale, per migliorare e intensificare i trasporti pubblici locali: solo così possiamo contribuire a colmare i deficit di conoscenza. È necessario correre ai ripari per costruire una scuola che incida sul contesto, una scuola che non apra alle otto per chiudere all’una, ma un presidio aperto alla collettività. La scuola è la speranza costituzionale dell’uguaglianza e Platì è una terra simbolo dove sono tanti i giovani che hanno voglia di costruire percorsi di speranza». «Ecco allora - ha concluso il vicepresidente Cersosimo - che partiamo da Platì per inaugurare un nuovo tempo di speranza. Un tempo in cui la scuola deve rappresentare il luogo di partecipazione, di sano protagonismo, di democrazia, uno strumento di equità e di sviluppo sociale, culturale ed economico, un luogo ideale di confronto, perché è attraverso l’istruzione che territori conquistati da crimine, morte e violenza, possono diventare luoghi di aggregazione sociale e utile strumento di contrasto all’illegalità».