28 gennaio 2020
Aggiornato 02:00
Un primo giorno di scuola all’insegna delle proteste

«Benvenuti nella scuola del passato»

Nuova rete Studenti: «Sveleremo le balle della Gelmini»

«Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini». Con questa frase si potrebbe riassumere lo stato d'animo dei genitori che protestano fuori dalle scuole di tutta Italia. Lo slogan, stampato sulla maglietta di una mamma che protesta di fronte alla scuola elemtare Iqbal Masiq del quartiere Casilino di Roma, è solo una delle tante frasi che hanno accompagnato il suono della campanella nella maggior parte degli istituti di Roma e del Lazio. Sono previste manifestazioni e raccolte di firme in decine di scuole elementari da parte di genitori, docenti e dirigenti scolastici che metteranno al braccio una fascia di lutto per sostenere il tempo pieno e dire «No» al maestro unico.

Un primo giorno di scuola all’insegna delle proteste contro i tagli al mondo della scuola, che si tradurranno in licenziamenti di insegnanti e personale ATA, nella chiusura di diversi istituti e nella riduzione del tempo pieno e prolungato. Proteste spontanee che stanno attraversando tutto il Paese e che vedono compattamente schierati, fianco e fianco, insegnanti e studenti, dirigenti scolastici e genitori. Tutti per dire un forte «no» alla distruzione della scuola. Davanti a tutto ciò, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini non trova di meglio da fare che accusare, non si sa bene chi, di «strumentalizzazione politica».

Pronta la replica di Maria Coscia, responsabile scuola del PD: «Oggi le famiglie la stanno contestando insieme ai loro figli, le prime vittime della sue scelte, in maniera del tutto autonoma. Non esiste una regia politica, le famiglie la contestano spontaneamente perché la sua è una controriforma che vuole azzerare il servizio pubblico, riducendo le scuole e l’orario scolastico. I precari protestano perché viene tolto loro il posto di lavoro. Il personale docente vi contesta perché tagliate miliardi di euro al sistema scolastico ed universitario. Noi difendiamo i bambini e la scuola dall’azione scriteriata di questo governo che sta azzerando la fonte primaria di formazione culturale ed umana del Paese. L’unica che si dovrebbe vergognare è lei caro ministro che sta adottando provvedimenti che uccidono la qualità della scuola pubblica».

Per il ministro Gelmini, prosegue Coscia, «i precari che protestano per rivendicare i loro diritti sono dei facinorosi, i genitori che si preoccupano per la qualità dell’insegnamento diventano strumenti in mano ad una politica dissennata! Lei, caro ministro, si esprime per slogan e spot pubblicitari non essendo assolutamente in grado di rispondere in maniera convincente alle puntuali e motivate critiche che le giungono non solo dall’opposizione ma da tutta la società, famiglie in primis».

Dura Pina Picierno, ministro ombra per le Politiche giovanili. «Probabilmente questa settimana la parola d’ordine uscita sulla ruota del governo è 'strumentalizzare'. Non riusciamo a spiegarci altrimenti come mai questa sia oramai l’unica cosa pronunciata dal solito coro dei dichiaratori del Pdl. Non ci sono altre spiegazioni visto che anche il ministro Gelmini, con scarsa fantasia, ci accusa di 'strumentalizzare' la giuste proteste delle famiglie italiane alla sua disastrosa controriforma scolastica.

Pina Picierno si rivolge direttamente al ministro Gelmini: «Lei sta distruggendo il sistema scolastico italiano: lei, il presidente del consiglio, il ministro Tremonti, il governo, ipotecate il futuro dei bambini. Uso il termine ipotecare perché avete travestito da riforma una serie di tagli durissimi che rischiano di mandare a picco il sistema formativo del nostro paese. Voi siete dei ladri di futuro perché a i primi a pagare sono i bambini che riceveranno una formazione non in linea con le sfide che li attendono. Ministro Gelmini la sua riforma è un gambero, con essa l’Italia si muove arretrando.»

In questo clima, si è svolta a Roma la conferenza stampa di presentazione delle prossime mobilitazioni studentesche. La conferenza è stata ospitata nella sede nazionale della ReDS, che è tra i promotori, insieme a ISIM e SDS del nuovo sindacato studentesco degli studenti delle scuole superiori, la Rete degli Studenti.

La Rete degli Studenti ha presentato le prossime mobilitazioni nelle scuole superiori, che saranno incentrate sull’emergenza ballismo che affligge la scuola italiana. Gli studenti si impegnano a svelare tutte le balle del ministro Gelmini, che continua a prendersi gioco degli italiani con le sue ricette di riforma per la scuola.

Gli studenti saranno nelle piazze a partire da venerdì 19 in diverse città d’Italia, tra cui Roma, Venezia, Torino, Perugia, Sassari, Ancona, Foggia e Lecce. Il 4 ottobre l’appuntamento è a Roma per la manifestazione nazionale sotto il ministero dell’istruzione, per fermare l’emergenza ballismo su tagli, maestro unico, voto in condotta e sul terribile piano di ridimensionamento del sistema scolastico annunciato dal ministro.

Erano presenti alla conferenza stampa il senatore democratico Vincenza Vita, la deputata e ministro ombra alle Politiche per i Giovani Pina Picierno, Fausto Raciti, segretario della Sinistra Giovanile, e Federica Musetta, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari

S.C.