4 dicembre 2021
Aggiornato 01:30
Diffida alla Regione Lombardia dall’avvocato della famiglia Englaro

Vicenda Eluana Englaro: dichiarazione Sottosegretario Eugenia Roccella

«Vorrei sottolineare che non è compito né della Regione Lombardia, né di altre Regioni, assicurare le condizioni per l’esecuzione della sentenza»

«L’avvocato della famiglia Englaro, Vittorio Angiolini, annuncia di aver indirizzato una diffida alla Regione Lombardia perché indichi la struttura sanitaria in cui si possa sospendere il trattamento di sostegno vitale a Eluana. Vorrei sottolineare che non è compito né della Regione Lombardia, né di altre Regioni, assicurare le condizioni per l’esecuzione della sentenza. Inoltre, ricordiamo che la sentenza non è definitiva: la Procura di Milano ha infatti inoltrato un ricorso che riguarda il problema medico sostanziale su cui si fonda la decisione di interrompere idratazione e alimentazione, cioè l’irreversibilità dello stato vegetativo.

A questo proposito il ministero della Salute ha messo a punto già nel dicembre 2005 il documento «Stato vegetativo e stato minimo di coscienza», stilato da un’apposita commissione di esperti, in cui alla luce della più aggiornata letteratura scientifica si nega la possibilità di accertare l’assoluta irreversibilità dello stato vegetativo.

Va sottolineato inoltre che il decreto della corte d’appello milanese chiede esplicitamente che per interrompere idratazione e alimentazione ci sia «accordo con il personale medico e paramedico che attualmente assiste o verrà chiamato ad assistere Eluana», e che la sentenza si limita ad accogliere «l’istanza di autorizzazione a disporre l’interruzione del trattamento di sostegno vitale», senza alcun obbligo per nessuno di eseguire il decreto. Ricordiamo infine che ogni medico è tenuto ad agire nel rispetto del codice deontologico e a decidere liberamente in scienza e coscienza».