PD Toscana, primarie amministrative: un solo turno, priorità a quelle di coalizione
Per il PD le primarie sono irrinunciabili soprattutto laddove si va al ricambio del sindaco nei comuni sopra i 5mila abitanti o del presidente della provincia
Amministrative 2009: percorso per la definizione dei programmi, alleanze, regole per le elezioni primarie. Sono stati gli argomenti al centro della riunione di oggi dei segretari territoriali della Toscana e del segretario comunale di Firenze del Partito Democratico con Luca Sani e Franco Ceccuzzi dell’esecutivo regionale.
Costruire in ogni territorio coalizioni che abbiano la loro ragione nella forte condivisione programmatica, hanno ribadito i segretari.
Nella riunione si è ribadito anche che per il PD della Toscana le primarie sono un elemento costitutivo della propria rappresentanza e della propria proposta politica. Perciò per il PD le primarie sono irrinunciabili soprattutto laddove si va al ricambio del sindaco nei comuni sopra i 5mila abitanti o del presidente della provincia.
Si è convenuto sull’opportunità di un solo passaggio di primarie: rispetto a ciò in prima istanza il Partito Democratico propone e auspica quelle di coalizione aperte a tutti i cittadini che si dichiarino elettori dell’alleanza. In questo caso il PD individuerà le proprie candidature attraverso le norme statutarie. Lo statuto regionale, in attesa di ratifica da parte della commissione nazionale di garanzia, prevede candidature con il sostegno di almeno il 25 percento dei componenti dell’assemblea comunale (per i sindaci) o territoriale (per i presidenti di provincia) oppure con le firme di almeno il 10 percento degli iscritti e fondatori del rispettivo livello. In assenza di ratifica dello statuto regionale si applica lo statuto nazionale che prevede il 35 percento dei componenti dell’assemblea o il 20 percento degli iscritti.
Il PD si impegnerà inoltre affinché nei regolamenti per le primarie di coalizione siano indicate le modalità con le quali gli elettori direttamente potranno avanzare proposte di candidatura anche tra gli iscritti al Partito Democratico.
Nelle realtà in cui non si trovasse un accordo di coalizione o non si dovessero svolgere le primarie dell’alleanza, sarà il PD a convocarle, anche in questo caso aperte a tutti i cittadini, per scegliere il proprio candidato.
Nell’incontro è emersa la necessità che il regolamento regionale preveda per i candidati un codice di autoregolamentazione che individui un tetto delle spese elettorali e quelle azioni o iniziative che i candidati potranno o no promuovere
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