21 giugno 2024
Aggiornato 08:30
La Giunta regionale recepisce il decreto del Ministero dell'Ambiente

Ambiente: le nuove regole per le ZPS in Emilia Romagna

Zanichelli: «Misure equilibrate tese a salvaguardare un grande patrimonio di biodiversità»

No a impianti eolici, ad eccezione di quelli di modesta grandezza, il cosiddetto «mini eolico». Stop anche a impianti da sci, tranne quelli già programmati , a nuove cave o nuove discariche (fatte salve quelle per inerti). E’ quanto prevedono le nuove norme per la tutela delle ZPS, previste da un Decreto del Ministero dell’Ambiente e che la Regione Emilia-Romagna ha recepito, con un provvedimento approvato dalla Giunta nei giorni scorsi su proposta dell’Assessore regionale all’ambiente Lino Zanichelli. Le nuove norme, che in gran parte confermano le regole che la Regione aveva già anticipato con la propria normativa del 2006, rappresentano «criteri minimi » di salvaguardia uniformi per tutte le Zone di Protezione Speciale presenti sul territorio nazionale.

In Emilia-Romagna le ZPS (Zone di Protezione Speciale) sono 77 per una superficie di 176.357 ettari, pari al all’8% dell’intero territorio regionale. Si tratta di aree di particolare pregio naturalistico, che in parte ricadono dentro parchi e riserve naturali già esistenti, con habitat e specie animali e vegetali ormai rari. Insieme ai SIC (Siti di Importanza Comunitaria) costituiscono la Rete Natura 2000 prevista da una direttiva Europea.

«Misure equilibrate e responsabili, discusse con i vari interlocutori, ma tese soprattutto a salvaguardare quel grande patrimonio di biodiversità di cui dispone la nostra Regione e che è seriamente minacciato dalle trasformazioni in atto- ha commentato l’assessore Zanichelli - la Regione, con questo provvedimento, ha ulteriormente definito i criteri di gestione di quelle aree che, ubicate soprattutto lungo il Po e il suo Delta, nella pianura bolognese, modenese e sul crinale appenninico, costituiscono una risorsa essenziale».

Le regole per la caccia e l’agricoltura - Per quanto riguarda l’attività venatoria le limitazioni riguardano il divieto di utilizzo di pallini da piombo nelle zone umide; la riduzione dei giorni di caccia in gennaio (2 giorni alla settimana); il divieto di preapertura della stagione venatoria e di caccia per alcune specie (Moretta e Combattente).
Sul fronte agricolo non potranno essere eliminati gli elementi naturali più caratteristici del paesaggio agrario del territorio emiliano-romagnolo; trasformate le aree a pascolo; bonificate le zone umide naturali. No anche all’uso di diserbanti nelle aree non coltivate; al taglio dei pioppeti, limitatamente al periodo primaverile-estivo. Viene anche regolamentata la manutenzione delle sponde dei canali e dei corsi d’acqua e il taglio della vegetazione nelle zone umide e fluviali.
Altre norme riguardano alcune attività ricreative. In particolare non sarà possibile l’uso di mezzi fuori strada , ad eccezione degli aventi diritto, al di fuori della viabilità esistente, né il volo a bassa quota, limitatamente ai periodi riproduttivi dell’avifauna ed alle aree di nidificazione.

Non solo divieti - Nella delibera regionale vengono anche individuate le azioni e gli interventi che, invece, è opportuno promuovere per prevenire il degrado degli habitat naturali. Infatti, molti ambienti seminaturali che ospitano specie rare, si mantengono in condizioni favorevoli solo grazie all’intervento attento dell’uomo. Nelle ZPS dovranno dunque essere incentivate quelle attività tradizionali e quelle «buone pratiche» che stanno ormai scomparendo, soprattutto in montagna, quali ad esempio il miglioramento boschivo o il mantenimento dei pascoli, utili alla tutela della biodiversità. Lo stesso Piano regionale di Sviluppo Rurale prevede a questo riguardo finanziamenti specifici, con priorità proprio per le aziende agricole situate in aree ZPS o SIC.