13 luglio 2020
Aggiornato 23:00
E' discreto il bilancio delle acque del Garda

Goletta dei Laghi: discreta la qualità delle acque del Garda

Sulla sponda veneta il 57% dei campioni fuori dai limiti di legge, meno diffuso ma più grave l’inquinamento sulle rive lombarde. Pulite le acque dei lidi trentini. Pessima la qualità delle acque verso i laghi di Mantova

Con il 67% dei campioni analizzati entro i limiti di legge è discreto il bilancio delle acque del Garda secondo la fotografia scattata da Legambiente in occasione del passaggio della Goletta dei Laghi. Realizzata con il contributo dei partner tecnici Cobat (Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste) e COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati), la campagna itinerante di Legambiente per il monitoraggio delle acque lacustri è tornata per il terzo anno consecutivo sul più grande specchio d’acqua della penisola effettuando prelievi in 24 punti di campionamento nelle tre province bagnate dal lago.

Nell’ambito della generale diminuzione dei casi di inquinamento di origine microbiologica fecale riscontrata lungo tutto il bacino dai tecnici di Legambiente, spicca il risultato ottenuto in questa edizione dalla sponda lombarda del Garda, che con il 71% di campioni entro i limiti di legge si impone quest’anno nel confronto con quella veneta, dove risultano entro i limiti di legge solo il 43% dei prelievi. Regina del Garda si conferma la sponda trentina con il 100% dei campionamenti nella norma.

«E’ una bella sorpresa quella che ci ha riservato il Garda in questa terza edizione della campagna, anche se è necessario tenere conto della diversità dei dati emersi lungo le tre sponde del lago. Tra le spiagge aperte alla balneazione, segnaliamo alla Asl di competenza e al Comune la spiaggia di Salò, dove abbiamo riscontrato un inquinamento rilevante e che chiediamo sia oggetto di ulteriori controlli – afferma Katia Le Donne, portavoce della Goletta dei Laghi. Non dormiamo invece sonni tranquilli per quanto riguarda il consumo di territorio: sono ancora troppi i casi di edificazione selvaggia, pensati a destinazione di pochi e a svantaggio dell’intera comunità residente. Il Garda deve invece puntare su un turismo nuovo, non più legato alle esigenze di vacanzieri mordi e fuggi, ma fatto di qualità delle acque di balneazione e di sviluppo urbanistico controllato, in armonia con le straordinarie potenzialità naturali di questo bacino», conclude la portavoce.

Sebbene meno diffuso rispetto alla sponda veneta, l’inquinamento emerso lungo la riva bresciana del Garda appare però maggiormente preoccupante a causa del grave superamento delle soglie consentite nei quattro campioni risultati fuori dai limiti: i coliformi fecali superano rispettivamente di 7,5 volte i valori massimi tollerati a Salò e di 6,5 volte a Manerba, sulla spiaggia del Torcolo, dove vige già il divieto di balneazione. Ancora più preoccupanti i dati rilevati a Desenzano del Garda, dove risultano ampiamente fuori dai limiti i valori dei tre parametri indagati sia presso la spiaggia d’Oro che in quella di via Agello in località Rivoltella-La Zattera. Due lidi che risultano già chiusi alla balneazione ma che, secondo Legambiente, devono essere oggetto di interventi di risanamento delle acque per restituire alla collettività il diritto di usufruirne. Problematica, infine, anche la condizione della foce del torrente San Giovanni a Limone sul Garda, dove sono ancora gravemente in eccesso sia i dati dei coliformi che degli streptococchi fecali.

 «Ancora una volta sul Garda, nonostante i buoni segnali emersi in occasione del passaggio della Goletta dei Laghi, si conferma il grave inquinamento in prossimità dei corsi d’acqua superficiali e degli sfioratori di piena – dichiara Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia –.  Chiediamo agli organi competenti di destinare con urgenza adeguate risorse per completare la rete di collettamento fognario e potenziare il depuratore, tenendo conto dell’aumento di popolazione durante la stagione turistica e della maggiore intensità delle piogge estive. Sarebbe inoltre opportuno modificare lo scarico delle acque depurate, ricche di nutrienti, che dal depuratore di Peschiera del Garda si riversano attualmente nel Mincio, convogliando le stesse in un canale destinato ad uso idrico. E’ questo il primo passo da compiere per salvaguardare i laghi di Mantova, che risentono anche della mancata depurazione dei reflui fognari che oggi vengono scaricati nei canali Osone e Goldone».

In provincia di Mantova è infatti grave l’inquinamento microbiologico di origine fecale riscontrato dai tecnici di Legambiente alla confluenza dei canali Osone e Goldone nel Mincio, con valori dei coliformi fino a 30 volte oltre i limiti di legge e streptococchi fino a 55 volte oltre la norma. Con questo primo monitoraggio delle acque che confluiscono nei laghi di Mantova, la Goletta dei Laghi vuole dare eco alla campagna «Garda Pulito, Mincio Vivo» che, attraverso una raccolta di firme, ha come obiettivo la restituzione del diritto a bagnarsi nelle acque lacustri della città dei Gonzaga.

Secondo i tecnici di Legambiente è invece lieve la concentrazione di batteri di origine fecale nei quattro campioni risultati fuori dai limiti di legge sulla sponda veneta del Garda. A Bardolino, in località Rivalunga, e a Castel Nuovo del Garda, i coliformi superano rispettivamente di 3,1 volte e di 1,6 volte la soglia tollerata mentre a Lazise, presso il lido comunale in località Pacengo-Olivi, e a Malcesine, a sud di porto Retilino, risultano in eccesso anche gli streptococchi fecali.

«Nonostante siano meno gravi, le criticità emerse sulla sponda veneta sono quest’anno diffuse soprattutto nell’area del basso lago. L’inquinamento rilevato dimostra come l’efficienza del sistema di depurazione sia al limite, ma anche una mancanza di controlli sugli scarichi abusivi – afferma Lorenzo Albi, presidente di Legambiente Verona –. Una fotografia che evidenzia anche l’insostenibilità del proliferare di speculazioni edilizie camuffate da seconde case e villaggi turistici, degli ampliamenti delle strutture alberghiere a Gardaland, o ancora della costruzione di nuovi porti a Peschiera e a Lazise e dei campi da golf tra Castelnuovo e Peschiera del Garda. La capacità di carico del Garda si è esaurita da tempo: è ora di intervenire per fermare una situazione che l’ecosistema lago non è più in grado di sopportare».

Buono infine il bilancio dei monitoraggi effettuati dalla Goletta dei Laghi sulla sponda trentina con valori nella norma nei due punti di campionamento effettuati a Riva del Garda e in quello della spiaggia Conca d’Oro, nel Comune di Torbole Nago.

Su spiagge affollate di turisti, Legambiente ha effettuato prelievi in 24 punti rappresentativi del lago, che in parte ricalcano quelli monitorati dagli enti preposti al controllo. Le analisi di Goletta dei Laghi – Cigno Azzurro restituiscono un’istantanea sullo stato di salute delle acque in tempo reale e non vogliono in alcun modo sostituirsi alla valutazione di balneabilità di Asl, Arpav e Appa. Legambiente seleziona i punti di prelievo, anche in base alla presenza di bagnanti, tra le aree balneabili e zone di particolare criticità, quali immissari e scarichi.

Alla presentazione dei dati, che si è tenuta questa mattina a Verona presso la sede di Legambiente Verona, sono intervenuti, fra gli altri, Lorenzo Albi, presidente Legambiente Verona; Vincenzo Grieco, coordinatore Area Nord Est del COOU (Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati); Katia Le Donne, portavoce Goletta dei Laghi; Angelo Mancone, segreteria Legambiente Veneto; Barbara Meggetto, direttrice Legambiente Lombardia; Michele Zilla, direttore generale del Cobat (Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste).

«I nostri laghi rappresentano ecosistemi di fondamentale valore ambientale – ha dichiarato Michele Zilla, direttore Generale del COBAT - per questo il Cobat è da sempre impegnato, accanto a Legambiente, per la tutela delle acque italiane dal pericolo di contaminazione da rifiuti altamente pericolosi come il piombo e l’acido solforico, contenuti nelle batterie al piombo esauste. Sostenere iniziative come Goletta dei Laghi permette al Cobat di perseguire la sua missione di protezione ambientale ed educazione dei cittadini, favorendo comportamenti virtuosi ed utili alla salute di ognuno e promuovendo una maggiore coscienza ecologica».

 «L'olio lubrificante usato – ha detto Paolo Tomasi, presidente del COOU - è un rifiuto pericoloso. Basti pensare che, se versati in un lago, 4 kg di olio usato – pari al cambio d'olio di una sola auto – inquinano una superficie grande quanto un campo da calcio. Ma se correttamente recuperato può trasformarsi in una preziosa risorsa economica. In 25 anni di attività, attraverso la rigenerazione, il COOU ha consentito all’Italia di risparmiare 1 miliardo di euro sulle importazioni di petrolio. Risultati del genere sono resi possibili anche grazie alla collaborazione di tutti; partecipare a «Goletta dei laghi» ci consente di rafforzare l’alleanza con il nostro interlocutore più importante: il cittadino».

Il viaggio della Goletta dei Laghi in Lombardia continua con il monitoraggio, nel corso dell’ultima tappa della campagna, dei laghi di Lugano, Maggiore, Varese, Idroscalo. Partita il 9 giugno dall’Abruzzo, la campagna itinerante di Legambiente concluderà il suo viaggio il 5 agosto a Milano dopo aver analizzato le acque di balneazione di trenta laghi in sette regioni d’Italia con oltre duecento campionamenti.