16 ottobre 2021
Aggiornato 10:00
Polemica sulle smart drugs

Droghe, Unerbe: «Erboristerie estranee a vendita nuove sostanze»

E’ importante ed utile chiarire che queste sostanze naturali non possono essere acquistate, come riportato da alcuni mezzi di informazione, in erboristerie o farmacie che vendono prodotti naturali

ROMA - La produzione e la vendita di sostanze allucinogene, che spesso causano la morte di giovani o giovanissimi, va assolutamente impedita e sanzionata. Alle droghe sintetiche si stanno affiancando da tempo anche droghe realizzate con sostanze naturali, come piante o erbe. E’ però importante ed utile chiarire che queste sostanze naturali non possono essere acquistate, come riportato da alcuni mezzi di informazione, in erboristerie o farmacie che vendono prodotti naturali.

Le «smart drugs», come vengono chiamate queste sostanze talvolta letali, sono infatti vendute in negozi specializzati chiamati «smart-shop» insieme ad altri prodotti vegetali psicoattivi impiegati come nutrienti cerebrali o a sostanze per migliorare le performance sessuali. Si tratta dunque di negozi che nulla hanno a che vedere con le erboristerie.
E’ infatti bene precisare che la commercializzazione della «salvia divinorum», la pianta utilizzata per confezionare molti di questi prodotti allucinogeni, normalmente praticata negli smart shop, è invece vietata nelle erboristeria tradizionali.

«Le erboristerie italiane – sottolinea il presidente di Unerbe, Lina Tragni - oltre a non vendere sostanze di questo tipo, sono pronte a fornire la loro collaborazione per una campagna di dissuasione dall’uso di droghe, qualunque sia la loro composizione e ovunque siano vendute».