15 novembre 2019
Aggiornato 16:30
socialfare

TargetLife: «Pronti ad accelerare, alla ricerca di un welfare aziendale migliore»

Una chat per i dipendenti delle aziende attraverso cui questi potranno avere un confronto in tempo reale con psicologi, porre loro delle domande e risolvere eventuali problematiche nate a causa dello stress lavorativo

TORINO - Un programma di accelerazione, lo dice la parola stessa, nasce per accelerare, per portare un progetto il più velocemente possibile, in modo consapevole e proficuo, sul mercato. Non un gioco da ragazzi: i ritmi sono serrati, molto spesso ci si trova a lavorare fino a tarda notte, con gli occhi incollati al computer e tazzine di caffè sparse sulla scrivania. Ma i sacrifici si fanno se, in cima alla salita, si prospetta la realizzazione di un sogno. Una corsa verso obiettivi chiari che, diciamolo, spesso si danno per scontati finché non ci si mette con le mani in pasta, su metriche, marketing e test con coloro che, il prodotto, lo dovranno usare per davvero. I risultati sono alla portata di tutti? Non sempre. Per scoprirlo abbiamo deciso di seguire le 5 startup selezionate da SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale che stanno attualmente seguendo il programma di accelerazione che li vedrà impegnati fino a inizio luglio. Ce la faranno a raggiungere i traguardi che si sono prefissati?

Michele sa bene quanto il lavoro può essere stressante, a volte. Ritmi sempre più frenetici e un avanzamento tecnologico costante ci impongono di sottostare a pressioni psicologiche non da poco. Lo sa perché ci ha fondato una startup, con l’idea di creare una chat per il supporto psicologico di chi lavora all’interno di un’azienda e, speso, dal lavoro viene risucchiato. E lo sa soprattutto perché, insieme al suo team, è responsabile del successo o del fallimento del suo, di progetto, TargetLife, per il quale sta affrontando il percorso di accelerazione di SocialFare Centro per l’Innovazione Sociale. «Qui al programma di accelerazione la mole di lavoro è aumentata notevolmente rispetto a prima - mi racconta Michele -. Il team di accelerazione lavora costantemente con noi affinché si accorcino i tempi per sviluppare un prodotto e andare sul mercato. Nonostante dedichi a TargetLife più ore di quelle che dedicavo prima di partecipare al programma, il processo di lavoro è molto più strutturato e organizzato».

«In più il team di accelerazione mi stimola costantemente a incentrarmi sulle partnership commerciali di cui il nostro prodotto ha estremamente bisogno». TargetLife è, infatti, un prodotto per aziende, per migliore il welfare aziendale: senza aziende intenzionate a provare e acquistare il servizio, Michele e il suo team, non avranno strada tanto facile. L’obiettivo al termine del programma di accelerazione? Trovare un’impresa che sia disposta a testare il prototipo, in modo tale da poter effettuare le prime vere metriche e capire se il prodotto può avere una portata globale e, soprattutto, essere davvero utile non solo per i dipendenti che lo usano, ma anche per i datori di lavoro che vedrebbero così migliorate le prestazioni della propria squadra. Ce la faranno Michele e i suoi a ottenere questo risultato?

Intanto ci si rimbocca le maniche per migliorare l’user experience della piattaforma. «L’altro giorno il team di accelerazione mi ha messo in contatto con un tecnico esperto di user experience che mi ha fatto ragionare su alcuni aspetti che non avevo minimamente considerato - continua Michele -. Uno dei tanti valori aggiunti di partecipare a un programma di accelerazione sta proprio nel network che lo stesso ti mette a disposizione per confrontarsi, imparare e, delle volte, anche cambiare direzione». Ovviamente la parola d’ordine è stringere i denti e mettersi alla prova: «Stiamo capendo con alcuni esperti anche tutti i limiti e gli aspetti legali legati al nostro prodotto di cui dobbiamo essere sicuri prima di passare alla fase di test». E’ stressante? - chiedo a Michele. «Sì. E, in effetti, potrei fare i da tester per la nostra chat. Ma è divertente. Ti costringe a prenderti le tue responsabilità che è, senza dubbio, una delle cose più importanti, nel lavoro come nella vita di tutti i giorni».