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E' nato Indaco Ventures, il più grande fondo di venture capital italiano

Entro la fine dell’anno il Fondo Indaco Ventures I ha un obiettivo di raccolta complessiva superiore a 200 milioni di euro

E' nato Indaco Ventures, il più grande fondo di venture capital italiano
E' nato Indaco Ventures, il più grande fondo di venture capital italiano (Shutterstock.com)

MILANO - Secondo Intesa Sanpaolo, si tratta del più grande fondo di venture capital italiano. Si chiama Fondo Indaco Ventures I ed ha come obiettivo la raccolta complessiva di oltre 200 milioni di euro, di cui i primi 130 milioni sottoscritti entro il primo maggio 2018.

Questo rappresenta un passo importante per il nostro ecosistema italiano. Mai come in questi ultimi 12 mesi, il mercato degli investimenti in startup sembra viaggiare su due binari completamente opposti, con un’Italia sostanzialmente spaccata a metà e questa volta non stiamo parlando di geografia (Settentrione VS Meridione, ndr.). Se da una parte abbiamo i numeri impietosi del venture capital - che ha visto nel 2017 il suo anno peggiore, con 57 nuovi investimenti, in calo del 38% rispetto al 2016 (sono aumentati invece gli investimenti successivi al primo round, anche se non sono stati sufficienti a far chiudere l'anno in positivo, secondo Aifi) - dall’altra abbiamo assistito a un vero e proprio boom dell’equity crowdfunding che nei primi 3 mesi del 2018 ha già totalizzato un ammontare di 5,9 milioni di euro su 24 campagne di successo (ne avevamo raccolti 12 nel 2017 con 50 campagne andate a buon fine).

Il fondo di Indaco Venture Partners potrebbe potenzialmente arginare questa spaccatura, e vede coinvolti una squadra di manager con una lunga esperienza di successo nel venture capital - guidata da Davide Turco -, la Fondazione Cariplo ed il Gruppo Intesa Sanpaolo ed ha come obiettivo quello di creare la prima realtà italiana del settore in grado di competere a livello europeo. I 130 milioni di cui vi abbiamo parlato all’inizio, sono già stati sottoscritti da Intesa Sanpaolo, Fondo Italiano d’Investimento e Fondazione Cariplo.

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Entro la fine dell’anno il Fondo Indaco Ventures I ha un obiettivo di raccolta complessiva superiore a 200 milioni di euro (fino ad un massimo di 250 milioni di euro) da investitori istituzionali italiani e da istituzioni europee interessati sia ai rendimenti attesi di questa asset class e dalla qualità del management team sia alla opportunità di finanziare l’economia reale, la crescita e lo sviluppo di aziende innovative del nostro Paese. Il fondo investirà in 20-30 società, principalmente startup late stage, attive nei seguenti settori chiave: digitale, elettronica e robotica, medtech e nuovi materiali.

«Nel piano d’impresa 2018 – 2021 prevediamo di rafforzare in maniera significativa l’impegno nella Corporate Social Responsibility: puntiamo a diventare la prima Impact Bank al mondo, intendiamo supportare ulteriormente la Circular Economy, sosteniamo l’imprenditorialità giovanile e le nuove idee d’impresa - ha sottolineato Carlo Messina – CEO e Consigliere Delegato Intesa Sanpaolo -. Il progetto che presentiamo oggi a fianco del Fondo Italiano d’Investimento e della Fondazione Cariplo, con la quale abbiamo da tempo condiviso obiettivi e progetti anche in questo ambito, intende accrescere l’impegno nei confronti di un’imprenditorialità caratterizzata in particolare da competenze e tecnologie italiane. Riteniamo strategico il presidio di questo settore: le operazioni di anno in anno aumentano significativamente, così come risulta in forte crescita l’attenzione di importanti player internazionali al nostro mercato.Tale impegno vuole, in sintesi, stimolare la competitività, dare impulso a nuovi investimenti e confermare ancora una volta il nostro sostegno allo sviluppo imprenditoriale».

Il Fondo Indaco I ha già all’attivo due promettenti investimenti nel medicale ed in elettronica, nonché dispone di una pipeline di startup innovative che potrebbero affrontare con successo il mercato europeo e globale se dotate di adeguati capitali e sostegno manageriale. Gli investimenti si concentreranno su realtà i cui vantaggi competitivi derivano da tecnologie proprietarie d’avanguardia o da innovazioni che portino ad un’effettiva trasformazione digitale, con team e tecnologie ‘Made in Italy’ - o, quanto meno, ‘Developed in Italy’ - nell’ottica di favorire la creazione di qualificati posti di lavoro e, di conseguenza, lo sviluppo innovativo, sostenibile e resiliente del Paese. Date le dimensioni della raccolta, il fondo avrà la possibilità di investire importi significativi nelle società più promettenti presenti in portafoglio, sostenendole nella crescita sui mercati globali. E’ anche prevista una limitata allocazione ad investimenti in startup early stage, ma solo se le prospettive saranno basate su business model scalabili, replicabili e che possano crescere a livello globale basandosi su solidi vantaggi competitivi.