22 gennaio 2020
Aggiornato 09:30
digitale

A Torino c'è la biblioteca unica digitale, nata grazie alla tecnologia

Si chiama Cobis LOD ed è una sperimentazione che permette di unire in un unico sito tutti i cataloghi digitali delle biblioteche

TORINO - Entrare all’Accademia delle Scienze di Torino è un po’ come tornare indietro nel tempo, in una Torino che non ti aspetteresti mai, nascosta tra le mura antiche e lontana dal frenetico andirivieni delle vie del centro. Dove la storia e la scienza ancora vivono tra le antiche pagine dei manoscritti custoditi come un tesoro. Un tesoro a cui l’Accademia delle Scienze, grazie al Cobis, ha voluto ridare una nuova vita, attraverso l’uso del digitale, in particolare dei Linked Open Data (LOD). Creare un unico catalogo digitale, completamente aperto e «interattivo», dove possano confluire i cataloghi di tutte le biblioteche del territorio.

Cobis LOD
Mettendo online le informazioni sotto forma di dati grezzi collegabili ad altri dello stesso tipo, i provider possono generare connessioni e arricchire la conoscenza, migliorando al tempo stesso la loro visibilità. E’ così che nasce Cobis LOD, grazie al Cobis, Coordinamento delle Biblioteche Speciali e specialistiche dell’area metropolitana di Torino. Si tratta di una sperimentazione pilota sulla valorizzazione dei dati bibliografici con l’utilizzo dei Linked Open Data, tecnologia che ha permesso alle sei biblioteche partecipanti di generare dei collegamenti tra di loro e nella rete web. Il progetto, sviluppato in collaborazione con il Centro Nexa del Politecnico di Torino e la Synapta Srl, ha come primo obiettivo sfruttare le potenzialità dei LOD per riconciliare tra loro fonti di dati eterogenee, provenienti da quattro diversi software applicativi di gestione bibliografica: Clavis, ErasmoNet, SBNWeb e BiblioWin. Eterogenee sono anche le tipologie di dati collegati: dati catalografici estratti dai gestionali sopra elencati, contenuti multimediali, dati di tipo archivistico gestiti dal software XDams. Informazioni diverse, contenute in un unico punto che l'utente può usare a suo piacimento. Un vero e proprio viaggio tra i manoscritti contenuti in diverse biblioteche, un percorso virtuale che permette di «saltare» da uno scaffale all'altro, senza muoversi di casa.

Cosa sono i LOD
I dati, se isolati, hanno poco valore; viceversa, il loro valore aumenta sensibilmente quando dataset differenti, prodotti e pubblicati in modo indipendente da diversi soggetti, possono essere combinati liberamente da terze parti, realizzando applicazioni innovative e per scopi non previsti. I LOD sono dati «grezzi» pubblicati in formato RDF (Resource Description Framework) con una licenza «aperta» in modo da poter essere usati come base per fornire servizi a valore aggiunto per i cittadini e le imprese.

Una biblioteca unica
L’obiettivo è quello di fornire un punto di accesso unico alle collezioni delle biblioteche e rendere i dati delle stesse interoperabili tra di loro. I Linked Open Data rappresentano la nuova frontiera tecnologica per la pubblicazione di dati e contenuti digitali, in quanto forniscono strumenti utili all'interscambio tra basi di dati di natura diversa. Il requisito fondamentale dei LOD è l'identificazione univoca delle informazioni: ogni dato è rappresentato da un URI (Uniform Resource Identifier), un codice che consente sia alle macchine sia agli umani di reperire e gestire le informazioni in maniera efficace. Il processo di identificazione è il medesimo per le entità che popolano la base di dati e per le relazioni semantiche che collegano tali entità. Per questo motivo si può dire che il valore aggiunto dei LOD sta nell’esplicitare all’interno dei dati stessi il loro significato: i dati sono svincolati dagli applicativi che li generano e sono collegabili ai cataloghi che condividono il paradigma Linked Open Data.

L’interlinking, inoltre, permette di collegare le informazioni contenute nei cataloghi a fonti esterne, in particolare Wikidata, VIAF ed il Nuovo soggettario della Biblioteca Nazionale di Firenze. Ciò non solo nell'ottica della connessione delle informazioni relative alle collezioni del CoBiS al resto del mondo, ma anche viceversa, rendendo veramente accessibili e visibili online le biblioteche del Coordinamento attualmente coinvolte.

«L’obiettivo futuro è rendere il progetto stabile - ci racconta Elena Borgi dell’Accademia delle Scienze di Torino - e dare maggiori possibilità alle biblioteche del territorio che vogliano innovarsi grazie alla tecnologia. In questo modo, grazie ai LOD, anche le biblioteche che non dispongono dell’infrastruttura tecnologica necessaria possono sfruttare la tecnologia a loro vantaggio». Al progetto partecipano l’Accademia delle Scienze di Torino, l’Associazione Archivio Storico Olivetti, la Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano, la Deputazione Subalpina di Storia Patria, l’INRIM Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica e l’INAF - Osservatorio Astrofisico di Torino.