13 novembre 2019
Aggiornato 23:30
impresa 4.0

Cos'è il PID, il progetto che aiuta le imprese torinesi a essere più digitali

La Camera di Commercio di Torino lancia il Punto Impresa Digitale (PID), un punto d'appoggio per trasportare le imprese verso il digitale, attraverso corsi di formazione e opportunità di investimento

Cos'è il PID, il progetto che aiuta le imprese torinesi a essere più digitali
Cos'è il PID, il progetto che aiuta le imprese torinesi a essere più digitali Shutterstock

TORINO - Assistenza, formazione e finanziamenti per condurre le piccole medie imprese torinesi verso la trasformazione digitale. E’ questo l’obiettivo di PID, il Punto Impresa Digitale, sviluppato dalla Camera di Commercio di Torino nell’ambito delle direttive emesse dal ministero dello Sviluppo Economico e concernenti il Piano Industria 4.0. Oltre 4 milioni di euro per triennio 2017-2019 che serviranno a indottrinare le imprese, proiettandole verso il futuro. Un futuro fatto di digitale e di automazione, senza perdere di vista il ruolo centrale delle persone. Ad avere un ruolo chiave sarà proprio la Camera di Commercio, a cui è stata affidata la diffusione locale della conoscenza di base della tecnologia.

Un progetto che parte dalla formazione, per incentivare la cultura d’impresa. In Italia sono, infatti, 188mila le piccole medie imprese che, nonostante l’avanzata sempre più dirompente della tecnologia, continuano a rifiutare il digitale. Un atteggiamento che, purtroppo, finirà per compromettere le sorti medesime dell’impresa. «Da una parte la necessita di diffondere la cultura d’impresa, dall’altra quella di rendere possibile, per davvero, il trasferimento tecnologico, ovvero il rapporto tra gli studenti universitari e le imprese, in ottica Industria 4.0. Insieme alla Regione Piemonte e al Politecnico di Torino stiamo ragionando su un centro specializzato in manifattura che è una delle pietre miliari del nostro tessuto industriale - ha detto il presidente dell’Unione industriale Dario Gallina -. Un polo che possa permettere il trasferimento tecnologico, facilitare l’unione tra le piccole medie imprese, le tecnologie e i giovani studenti universitari».

Per rendere possibile questo trasferimento, però, è necessario che le imprese si aprano al digitale. «Un treno da prendere», quello del Punto Impresa Digitale, come afferma lo stesso Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di Commercio di Torino. «Quattro milioni e mezzo di fondi che serviranno per offrire assistenza, formazione e opportunità d’investimento finanziaria a tutte le nostre 223.000 imprese». Ma cosa fa, nello specifico, il PID?

. La Camera di Commercio offre assistenza, orientamento e formazione a tutte le imprese sull’innovazione digitale: non solo alle imprese industriali, ma alle piccole e medie di tutti i settori, come agricoltura, artigianato, commercio e turismo.

. Attraverso seminari e convegni su tecnologie e opportunità dell’Impresa 4.0 e su temi di approfondimento specifici, la Camera forma tutte le imprese alle conoscenza di base sui vantaggi digitali.

. Il PID illustra le opportunità d’investimento offrendo un supporto nella scelta degli incentivi e cercando di capire la maturità digitale delle imprese, promuovendo le competenze sulle tecnologie in ambito Impresa 4.0 attraverso l’attività dei Digital Promoter nelle loro sedi.

. Supporta finanziariamente le imprese per le opportunità, gli incentivi e le agevolazioni sugli investimenti digitali, come i voucher.

Relativamente alle opportunità di finanziamento, la Camera di Commercio ha appena varato il il bando per i voucher sulla digitalizzazione, per favorire l’utilizzo da parte delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) di servizi o soluzioni focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali. Dal 27 novembre e fino al 29 dicembre 2017 è disponibile il bando del voucher su www.to.camcom.it per le MPMI di qualunque settore economico, per un massimo di 10.000 euro ad impresa. Nel progetto PID della Camera di commercio di Torino è previsto per ogni annualità (2017-2018-2019) un sistema di voucher di 450.000 euro all’anno.