16 ottobre 2019
Aggiornato 02:00
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Così Genova attrarrà cervelli e lavoro agli Erzelli (con la tecnologia)

Proprio a Genova nascerà un nuovo polo tecnologico composto dal Center for Human Technologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia e l’incubatore tecnologico per startup innovative

Polo Erzelli
Polo Erzelli ANSA

GENOVA - Per 10 genovesi under 14 anni ce ne sono venticinque che di anni ne hanno 65 (e forse qualcuno in più). Una popolazione, quella del capoluogo genovese, sempre più vecchia e poco propensa al futuro. Ma non è solo il gap generazionale a far riflettere. I dati, volendoli leggere, parlano di una dispersione scolastica ligure tra le più alte di tutto il Nord-Ovest. I mitici neet (i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano) raggiungono i 40mila in tutta la regione. Circa 1700 giovani abbandonano la città ogni anno, per andare più a Nord. O all'estero.

Genova ha tra le migliori università
Eppure l’università di Genova è tra le 500 migliori al mondo, secondo il The World University Rankings 2018. Senza contare il progetto EMARO, il corso di laurea internazionale in robotica di Genova, tutto in lingua inglese, finanziato grazie al supporto dell’Unione Europea. Un corso di laurea, direi, tra i migliori al mondo dato che si districa tra quattro sedi in Europa (quelle che hanno fatto domanda e ottenuto i fondi dall’UE - Nantes, Varsavia, Valencia e Genova) e permette agli studenti di diversificare il percorso di studi frequentandolo in sedi diverse e magari decidere di laureasi alle Università di Shanghai o Tokyo, affiliate del progetto EMARO. «Eppure i nostri studenti italiani in Italia ci restano poco. Devo ammettere che molti vanno a lavorare all’estero perchè in Italia l'offerta industriale è limitata e le condizioni economiche svantaggiose», ci racconta Fulvio Mastrogiovanni, docente di robotica proprio all’EMARO.

La rinascita degli Erzelli
Per una città a un bivio che sta faticosamente provando a trovare la propria identità, e che arranca, lontano dalle spiagge affollate d’estate e da un turismo che ha registrato segno più per questo 2017, dei progetti ci sono. Riguardano l’innovazione, la tecnologia: in poche parole il futuro. Proprio a Genova nascerà un nuovo polo tecnologico composto dal Center for Human Technologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia e l’incubatore tecnologico per startup innovative. Luogo che permetterà la nascita di questa struttura: il Polo Scientifico e Tecnologico degli Erzelli.

Un polo di 6mila metri quadrati
La Regione Liguria, tramite la società finanziaria in house Filse, ha siglato l’atto di acquisto degli spazi da Genova High Tech ed il contratto di locazione con l’IIT per un valore superiore ai 15 milioni di euro. Regione Liguria ha inoltre messo a disposizione, sul fondo strategico gestito da Filse, ulteriori 400mila euro per la progettazione delle soluzioni di logistica di collegamento con gli Erzelli (cabinovia). Il nuovo polo si svilupperà su 6.000 metri quadrati, suddivisi su quattro livelli dell’edificio B degli Erzelli: 4.500 metri quadrati saranno destinati al nuovo centro di ricerca dell’IIT, mentre sui restanti 1.500 metri quadrati sorgerà il nuovo incubatore tecnologico di Erzelli dedicato alle startup e gestito da Iit, Filse e Invitalia.  Il Center for Human Technologies (CHT) è la nuova infrastruttura di ricerca dell’IIT, che si occuperà dello sviluppo di tecnologie dedicate all’essere umano che possano aumentare l’aspettativa di vita e migliorarne la qualità. Il centro prevede circa 300 unità tra personale amministrativo e scientifico che verrà reclutato mediante l’apertura di bandi internazionali dedicati a ricercatori.

Più investimenti
Cht consentirà non solo di attrarre «cervelli» da tutto il mondo ma anche di coinvolgere investitori e aziende che operano nel settore della salute. La struttura sarà connessa sia a livello internazionale sia sul territorio grazie ai rapporti di collaborazione già in essere con tutte le strutture pubbliche e private attive nel campo della ricerca, della tecnologia e dell’innovazione.

Una storia tormentata
Una storia tormentata quella del polo Erzelli che vede oggi una nuova collocazione dopo le presenze della Siemens e della ‘tormentata’ Ericsson. Adesso la palla passa al campo dell’Università. Anche perchè il progetto del super polo tecnologico per la ricerca e l’industria avanzata era decollato più di vent’anni fa dietro la spinta dell’Esaote e dei suoi vertici. Ma il boom di trasferimenti di imprese con progetti avanzati s’è arrestato presto. Anche Renzo Piano s’è dileguato quando ha visto la lentezza e le contraddizioni del progetto. Oggi gli Erzelli non hanno servizi di sostegno alle imprese e non sono collegati in maniera organica alla città. Il colle è ancora isolato. Saprà l’IIT dare nuova luce a questo progetto?