15 aprile 2021
Aggiornato 01:00
digitale

Dramma Neet e PMI al palo: la vostra salvezza è la tecnologia

Neet che non hanno e non cercano lavoro, aziende che non riescono a stare al passo della rivoluzione digitale. L'appello è: «Assumete Millenials e resterete in piedi»

MILANO - Al netto del vergognoso primato che deteniamo in Europa quanto a Neet, ovvero ragazzi tra i 15 e i 24 anni che non hanno e non cercano un lavoro (il 20% contro una media europea del 11,5%), l’Italia è anche il paese in cui c’è la maggiore concentrazione di lavoratori autonomi (più del 22,6%), segno che quando le condizioni sono avverse, l’impegno e la fatica, portano a risultati di gran lunga maggiori. Il tema dei Millenials è complesso e dibattuto e nel nostro Paese vede la creazione di una vera e propria trincea tra chi resta in balia degli eventi e chi, invece, ha scelto la strada del digitale e della tecnologia, provando a restare in piedi. Una situazione tipicamente italiana, giacché l’indagine 2017 sull’occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa, dimostra come con più di 234 milioni di lavoratori, e 10 milioni di posti netti creati dal 2013, il tasso di occupazione non sia mai stato così elevato come oggi nell'Ue e la disoccupazione sia al livello più basso dal dicembre 2008.

I Millenials digitali
E poi c’è l’altra faccia della medaglia, giovani che hanno scelto la tecnologia e, seppur spesso assunti con contratti atipici e precari, hanno la possibilità - quantomeno - di mettersi in gioco. «Oggi, la nuova generazione di lavoratori che si appresta a vivere il primo giorno in ufficio spesso ha una comprensione della tecnologia migliore rispetto ai leader dell’azienda che li ha assunti - racconta Steve Tzikakis SAP President EMEA South -. Credo ci sia un’enorme opportunità per le imprese che iniziano a vivere la tecnologia della loro azienda esattamente nel modo in cui lo fanno i Millennial».

La rivoluzione nelle aziende
La maggior parte delle società di oggi basano il proprio business su una forte componente tecnologica, o stanno affrontando un ‘percorso di trasformazione digitale’. Molte hanno soluzioni software che possono fornire informazioni e analisi in tempo reale su qualsiasi aspetto del loro business, da quello che succede, in qualsiasi momento, in una determinata area geografica fino a quante bustine di tè sono state utilizzate la scorsa settimana. Questo meccanismo, tuttavia, nasconde un problema: «Quando la maggior parte delle aziende ti dice che sta intraprendendo un ‘viaggio digitale’, ciò che veramente sta dicendo è che vuole utilizzare la tecnologia per rendere più veloce, più efficiente e più redditizio il proprio business - continua Steve -. Ma spesso queste aziende finiscono per automatizzare processi difettosi o usare una tecnologia inefficiente che rende i propri dipendenti frustrati e infelici. I Millennial guardano alla tecnologia in modo totalmente diverso. Non sono particolarmente interessati a migliorare i processi esistenti; vogliono migliorare le tecnologie esistenti».

Come cambia l’organizzazione del lavoro
I Millenials vogliono che la loro tecnologia funzioni in modo rapido e intuitivo. Vogliono l’accesso immediato alle informazioni, da numerose fonti, con modalità coerenti con il modo in cui loro vedono il mondo. Vogliono connettersi facilmente alle persone con cui lavorano e ai loro network più estesi, senza doversi preoccupare di sapere se l’azienda preferisce Teams o Yammer. E lo dice bene Mathieu Turpault, Managing Partner e Director of Design di Bresslergroup: «I Millennial sono la prima generazione a vivere veramente secondo le proprie regole, sia come consumatori che come imprenditori. Come consumatori, si aspettano che i brand che seguono condividano i loro principi (come hanno fatto prima di loro la Generazione X e i Boomer). Ma sono anche in grado di metterli in pratica come imprenditori».

Più Millenials in azienda
Di fronte a piccole e medie imprese che restano al palo e che non riescono a seguire i ritmi dell'evoluzione tecnologica, l'assunzione di Millenials nel proprio organico, potrebbe rappresentare la soluzione vincente: «Recentemente ho spinto la mia organizzazione a far crescere drasticamente la percentuale di Millennial tra i nostri dipendenti: oggi il 43% delle persone che lavorano in SAP a livello globale è composto da Millennial - ha concluso Steve -. È un’operazione che stiamo portando avanti in modo sistematico e, soprattutto, con grande rispetto per i nostri professionisti più esperti. I risultati ottenuti sono senza precedenti. A differenza di molti cambiamenti avvenuti nel XX secolo, la rivoluzione digitale è incredibilmente rapida. Non c'è dubbio che dare spazio ai Millennial aiuterà le aziende a passare da uno stato di programmazione a uno di guida. Forse è giunto il momento di lasciare che i nativi digitali si perdano nei nostri software aziendali. Le nostre aziende non potranno più essere uguali a prima, ma saranno molto più probabilmente ancora qui domani».