29 novembre 2020
Aggiornato 11:00
la testimonianza

Anche le startup assumono e sono meglio di una multinazionale

Francesca ha lavorato per tre anni in una multinazionale, ma da quando è stata assunta da Lanieri la sua vita è cambiata: «Qui la tua idea conta davvero e sei responsabile sin da subito di quello che fai»

BIELLA - Francesca lavora per Lanieri da settembre come Brand & Digital Communication Specialist occupandosi di comunicazione sia a livello digital che off line e dell’organizzazione degli eventi all’interno dei vari atelier sparsi in tutto il mondo. Una realtà interessante quella di Lanieri, che recentemente si è portata a casa il Premio IMSA promosso da PNICube, e sicuramente uno degli esempi più eclatanti di come sia possibile scalare il mercato globale anche per una startup nata in Italia, nel biellese, patria del tessile da sempre che Simone Maggi e Riccardo Schiavotto hanno saputo reinventare grazie alla loro azienda che oggi conta ben 25 dipendenti, una crescita del fatturato del 200% nel 2016 e oltre 6mila clienti distribuiti in più di 50 paesi nel mondo.

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Le startup danno lavoro a 30mila persone
E allora, lavorare per realtà come questa diventa una vera e propria opportunità, a dispetto di chi vuole le startup come un’economia che ‘ti paga in visibilità’. Già, perché Francesca è assunta, come le altre 30mila persone in Italia che hanno trovato un’occupazione proprio grazie alle imprese innovative, circa 7mila a oggi, con un incremento del 47,5% rispetto al 2015. Incremento confermato anche dagli ultimi dati dell’Istat, secondo cui nell’ultimo anno gli occupati tra i 15 e i 24 anni sono cresciuti di 42mila unità, mentre è diminuita di 48mila unità la quota dei disoccupati. E, parte di questo aumento, è dovuto anche alla costante crescita delle startup innovative.

In una startup hai la possibilità di crescere
E Francesca, che lavorava per una grande multinazionale, non tornerebbe mai indietro: «Ho fatto analisi delle vendite per 3 anni - mi racconta -. Aziende come queste sono caratterizzate da un forte immobilismo e, per quanto siano multinazionali, non c’è molta crescita personale. Vieni formata quanto basta per fare il lavoro che ti hanno affidato e gli stimoli sono davvero scarni. Lavorare per una startup è stato un grande salto di qualità. Sei subito protagonista del tuo lavoro che svolgi in modo indipendente e il tuo parere conta e viene ascoltato. E’ senza dubbio un’esperienza molto formativa perché ti permette di crescere e di essere responsabile del tuo lavoro». E di guadagnarti la fiducia di chi sta sopra di te, aggiungerei, che non è una cosa da poco. Del resto le nuove governance aziendali si basano su schemi praticamente orizzontali dove i meccanismi a piramide sono ridotti all’osso e dove vige la collaborazione tra i vari reparti.

La collaborazione
Le startup, allora, assumono e Francesca ha un contratto normale come quello che potrebbe avere qualsiasi altro dipendente. «Abbiamo la possibilità di lavorare da remoto - mi racconta ancora Francesca - ma solitamente preferisco venire in ufficio, qui a Biella. L’ambiente è molto dinamico e lavorare insieme è davvero stimolante. Non è raro che le idee ci vengano mentre facciamo pranzo. Spero di poter continuare la mia crescita qui perché come sappiamo le startup evolvono velocemente e sono sicura che questa esperienza mi regalerà moltissime sorprese e soddisfazioni».

L’altra faccia della medaglia
Ovviamente l’altra faccia della medaglia esiste, eccome. Girovagando per il web non è raro imbattersi in offerte di lavoro pubblicate da ‘startupper’ che «non prevedono retribuzione per i primi tre mesi» o «da concordare in sede di colloquio» o «in base agli obiettivi raggiunti» o ancora che non prevedono stipendio «almeno per il primo periodo di validazione del modello di business e fino a quando non ci sarà il primo seed da parte degli investitori». Ma la storia di Francesca è un esempio di come le startup italiane possano creare valore aggiunto e occupazione. Ma qui stiamo parlando delle vere startup. Quelle che riescono a scalare il mercato, che non hanno solo idee, ma una visione globale per la quale riescono ad attrarre investimenti e creare un vero e proprio business.