27 novembre 2020
Aggiornato 00:00
fatturato a +200%

Il successo di Lanieri e del fashion tech

Lanieri triplica il numero di clienti e chiude il 2016 con un fatturato che cresce del 200%. Dopo un finanziamento di 3 milioni di euro da parte di un pool di lanifici biellesi ottenuto a settembre, l’azienda si appresta ad affrontare la fase di scale up

BIELLA - Sei nuovi atelier aperti in Europa negli ultimi dodici mesi (Roma, Torino, Bologna, Parigi, Monaco di Baviera, Bruxelles), un fatturato che nel 2016 è cresciuto del 200%, oltre 6mila clienti, distribuiti in più di 50 Paesi nel mondo. Sono solo alcuni dei numeri di Lanieri.com, il primo ecommerce di abiti su misura maschili Made in Italy, fondato da Simone Maggi e Riccardo Schiavotto. Dopo un finanziamento di 3 milioni di euro da parte di un pool di lanifici biellesi ottenuto a settembre, l’azienda si appresta ad affrontare la fase di scale up.

Il successo di Lanieri
Numeri importanti che fanno comprendere come il settore del fashion tech sia in costante crescita e sviluppo. A confermarlo anche il round di 720K ottenuto da Velasca e il finanziamento di quasi due milioni di euro ottenuto da Spoke. L’approccio omnichannel, che associa la possibilità di vivere l’esperienza di acquisto online o in atelier, ha permesso di consolidare la presenza di Lanieri sui nuovi mercati presidiati e ha contribuito a generare un aumento degli ordini del +150%. Oggi, ad ogni acquisto effettuato offline corrispondono 1.5 ordini online: un dato che ben rappresenta il graduale passaggio al digitale di un servizio storico -  quello della sartoria - che in Italia costituisce una vera e propria eccellenza e che Lanieri sta contribuendo a rendere sempre più accessibile a livello globale. Forte di una tecnologia e una produzione completamente Made in Italy, l’azienda utilizza infatti le materie prime più pregiate presenti sul mercato: tra i brand, Loro Piana, Ermenegildo Zegna, Thomas Mason, Albini e molti altri.

«Da quando abbiamo fondato Lanieri abbiamo avuto sempre ben chiari i risultati che volevamo ottenere e la crescita registrata nel 2016 ci ha dato la conferma di aver intrapreso la strada giusta, soprattutto vedendo il numero sempre crescente di persone che si avvicinano per la prima volta al mondo del su misura - racconta Simone Maggi, CEO e co-founder di Lanieri -. Nel 2017 ci focalizzeremo sempre di più sull’aumento della nostra base clienti internazionali - specialmente negli USA, un mercato che ci riserva ampi margini di sviluppo - e sull'introduzione di nuovi prodotti, come chinos e pullover per i quali stiamo ricercando i giusti produttori. Per molti, ordinare un capo su misura con i migliori tessuti italiani rappresenta ancora un processo irragionevolmente lungo, dispendioso e complesso ed è proprio sulla semplificazione di questo iter d’acquisto che stiamo costruendo la forza del nostro servizio e la fiducia dei nostri clienti».

Meglio il mercato francese
Tra i nuovi mercati raggiunti nel 2016, la Francia è quello che ha prodotto i migliori risultati, concentrando circa l’11% degli ordini, seguita dagli USA con il 6% e dalla Germania con il 5%. L’Italia, con il 69% degli ordini resta al momento il mercato più forte, ma il trend di crescita all’estero è più veloce rispetto al Belpaese. Anche nell’ultimo anno la clientela Lanieri si è dimostrata molto fedele, con il 51% che porta a termine un secondo acquisto nell’arco di un anno, soddisfatta del prodotto e incoraggiata dalla semplicità del processo d'ordine online.  Il mercato del made-to-measure è in crescita, soprattutto nel settore dell’abbigliamento: secondo uno studio Deloitte condotto in UK, il 41% della popolazione vorrebbe poter indossare capi di vestiario personalizzati e 1 su 4 sarebbe disposto a pagare fino al 20% in più.