19 maggio 2024
Aggiornato 17:00
favorire le competenze digitali

Cos'è il Network Nazionale Industria 4.0

Nasce il Network Nazionale Industria 4.0, un nuovo strumento per diffondere la conoscenza sui reali vantaggi derivanti da investimenti in tecnologie in ambito Industria 4.0

ROMA - Gli incentivi fiscali messi a punto dal Piano nazionale Industria 4.0 attuato dal Governo stanno avendo un ruolo piuttosto determinante in quella che è l’ascesa delle imprese del settore industriale e manifatturiero. Un manovra che sembra finalmente funzionare ponendo le basi per quella rivoluzione 4.0 che dovrebbe portare, nei prossimi 5 anni, a 110 miliardi di ricavi per le imprese. Lo testimoniano anche i recenti dati emersi dall’Ucimu, l’associazione di produttori di robot e macchine utensili, che ha registrato - nei primi tre mesi del 2017 - un incremento di ordini pari al 5,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nello specifico gli ordini di macchine utensili e robot sono cresciuti a livello interno del 22,2%. Sul fronte estero, l’indice è risultato stazionario, segnando un incremento dello 0,3%. L’indice assoluto è risultato pari a 168,1.

Diffondere le competenze digitale e tecnologiche
Se da una parte il piano degli incentivi pare funzionare alla perfezione, dall’altra resta ancora impervia la strada che porta a un miglioramento delle competenze all’interno delle aziende, quel famoso capitolo del Piano Industria 4.0 che prevede la diffusione di una cultura 4.0 lungo l’intero ciclo formativo, dalla scuola all’università, dagli istituti tecnici superiori ai corsi di dottorato. Ed è su questo punto che il Ministero dello Sviluppo Economico sta correndo ai ripari. Come? Con il Network Nazionale Industria 4.0, un nuovo strumento per diffondere la conoscenza sui reali vantaggi derivanti da investimenti in tecnologie in ambito Industria 4.0.

Il network nazionale dell’Industria 4.0
Il Piano Industria 4.0, infatti, non si esaurisce solo nell’introduzione o nel rafforzamento delle diverse misure fiscali a supporto degli investimenti e della spesa in Ricerca e Sviluppo: oggi l’ambizione maggiore è riuscire a proporre e divulgare una nuova cultura d’impresa focalizzata sulle competenze Industria 4.0 indispensabile a massimizzare i benefici delle nuove tecnologie. Per rispondere a queste esigenze nasce quindi un network nazionale Industria 4.0 costituito da numerosi punti distribuiti sul territorio nazionale che perseguono in varie declinazioni il comune obiettivo di accompagnare e supportare le imprese nella trasformazione digitale. L’obiettivo è quello di diffondere la conoscenza sui vantaggi che le tecnologie possono apportare sui processi industriale, affiancare le imprese nell’individuazione delle aree di intervento e stimolarle nella realizzazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Cosa c’è dentro il network nazionale dell’Industria 4.0
Il network, nello specifico, si compone di 77 Punti d’Impresa Digitale (PID), in capo alle Camere di Commercio, che offriranno la diffusione della conoscenza di base sulle tecnologie in ambito Industria 4.0; 100 Innovation Hub, di cui 30 in capo a Confartigianato, 28 in capo a CNA, 21 in capo a Confindustria, 21 in capo a Confcommercio. Il ruolo di questi Innovation Hub è quello di offrire sia formazione avanzata su tecnologie e soluzioni specifiche per i settori di competenza sia il coordinamento delle strutture di trasformazione digitale e dei centri di trasferimento tecnologico. L’ultimo tassello è rappresentato dai Competence Center che non dovranno essere più di 5-6 su tutto il territorio italiano e per cui sono stati messi a disposizione 20 milioni per questo anno e 10 milioni per il 2018. La prerogativa è che il centro assicuri l’interazione con i poli di ricerca e lo svolgimento di un programma di ricerca industriale e tecnologico volto a alla digitalizzazione da parte delle imprese dei loro processi produttivi. Una leva importante soprattutto per le Università e per gli spin-off che da esse nascono al fine di dotargli degli strumenti necessari a favorire una cultura più imprenditoriale e, quindi, l'ascesa sui mercati nazionali e globali.