mente e computer

Elon Musk vuole connettere i nostri cervelli

Una possibilità affascinante quella di integrare la tecnologia dell’intelligenza artificiale con quella umana. Elon Musk lancia Neuralink

Elon Musk vuole connettere i nostri cervelli
Elon Musk vuole connettere i nostri cervelli (Shutterstock.com)

ROMA - Lacci neurali che si impiantano nel cervello o nella corteccia cerebrale con una siringa e che poi si aprono in un ventaglio di filamenti dotati di nanosensori. Una nanotecnologia rivoluzionaria che nel prossimo futuro potrebbe collegare le nostre cellule cerebrali con i computer. Non uno scenario troppo fantascientifico quello che porterebbe l’uomo a diventare totalmente cibernetico, etica a parte. E se la visione può sembrare futuristica, nella pratica qualcuno ci sta già pensando. Un qualcuno che ha sempre mantenuto le sue promesse, anche quando lanciava idee che parevano al limite del possibile. L’uomo è niente meno che Elon Musk CEO di Tesla Motors e SpaceX e la tecnologia in questione si chiama Neuralink. La notizia è fresca e a fare da pioniere è proprio Musk.

Uomini connessi a macchine
Una possibilità affascinante quella di integrare la tecnologia dell’intelligenza artificiale con quella umana anche se fino ad ora ha dato davvero pochi riscontri. L’idea di base è che l’interazione tra cervello umano e computer servirebbe per contrastare il progressivo avanzamento dell’intelligenza artificiale evitando che quest’ultima possa prendere il controllo e il sopravvento sull’intelligenza umana e, soprattutto, sullo spazio di azione. Lo scenario non è affatto improbabile che si verifichi. Di fatto, la Commissione Europea è già al lavoro per definire un insieme di regole sia per l’interazione uomo-macchina che per la sopravvivenza dell’uomo nei confronti dell’intelligenza artificiale. Il Machine Learning apre oggi delle strade prima impensabili e di certo l’evoluzione dall’uomo di Neanderthal a oggi, sarà nulla nei confronti di ciò che avverrà nel prossimo secolo, grazie alla bioingegneria.

Inviteremo qualcuno nei nostri pensieri
L’idea di impiantare delle reti artificiali nei cervello umano, però, lascia spazio a scenari piuttosto divergenti. Collegare il cervello a un computer potrebbe voler dire creare un insieme di cervelli connessi. Secondo alcuni questo scenario rappresenterebbe l’evoluzione progressiva di Internet. Se oggi ad essere connessi sono i computer, nel prossimo futuro potrebbero essere addirittura le nostre menti a essere connesse tra di loro. Avere dei chip impiantati nel cervello significa, infatti, condividere i propri pensieri con un annullamento completo quindi del concetto di privacy o, perlomeno, con nuovi suoi sviluppi. Tralasciando il problema etico della privacy per un momento, ciò che potrebbe accadere è la realizzazione di un uomo collettivo. Una volta che i cervelli solo collegati a una macchina, appunto, possono essere collegati tra di loro. In uno scenario forse un po’ troppo futuristico, potremo invitare qualcuno nei nostri pensieri. E pensate cosa potrebbe significare tutto questo. Anche da un punto di vista di policy.

I prossimi sviluppi
Tornando a Musk, la nascita di Neurolink, per chi segue da vicino le mosse del numero uno di Tesla, non è del tutto una sorpresa. Qualche settimana addietro Musk aveva ribadito la convinzione della possibilità di fondere in futuro intelligenza biologica e intelligenza artificiale. La nuova scommessa dovrebbe partorire inizialmente un prototipo funzionante (atteso per i prossimi mesi) per dimostrare l'efficacia e l'affidabilità della nuova tecnologia, prima di passare al più ambizioso obiettivo di aumentare le prestazioni e la memoria del genere umano.