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Cosa deve fare un capo per essere amato dai dipendenti

Secondo una ricerca di The Boston Consulting Group, condotta su 2000 mila lavoratori in tutto il mondo, il boss che tutti vorrebbero è quello che dà valore ai rapporti umani e riconosce i meriti di un lavoro ben fatto

Cosa deve fare un capo per essere amato dai dipendenti
Cosa deve fare un capo per essere amato dai dipendenti (Shutterstock.com)

ROMA - Detestare il proprio capo è il primo passo per lasciare il proprio lavoro, anche quando lo si ama terribilmente. Del resto, trascorriamo in ufficio o davanti al pc la maggior parte del nostro tempo e non potrebbe essere altrimenti. Solo che ci sono capi e capi. Tutti vorrebbero lavorare, ad esempio, per Google, indicata dal Great Place to Work come il miglior posto in cui lavorare, dove a fare la differenza non c’è solo lo stipendio da capogiro, ma anche tutta una serie di agevolazioni e premi che fanno da contorno alla vita lavorativa. Gite e vacanze per i dipendenti, ingresso in diverse strutture come palestre, campi di pallavolo, una pista da bowling e un parco dove poter praticare sport all’aperto nella sede di Mountain View. E la possibilità di comunicare direttamente con il CEO di Alphabet Larry Page e il presidente Sergey Brin attraverso degli incontri organizzati dove si interagisce e si pongono dei requisiti. Non un rapporto alla pari, ma poco ci manca.

I boss, tuttavia, non sono tutti uguali. Ma quali caratteristiche dovrebbe avere un capo, per essere apprezzato dai suoi dipendenti? Secondo una ricerca di The Boston Consulting Group, condotta su 2000 mila lavoratori in tutto il mondo, il boss che tutti vorrebbero è quello che dà valore ai rapporti umani e riconosce i meriti di un lavoro ben fatto.  Del resto, abbiamo bisogno di essere apprezzati. E chi meglio del nostro datore di lavoro può farlo?

Accetta le critiche
Le critiche arrivano, sempre. E, anzi, un buon capo dovrebbe intavolare discussioni e sollecitare commenti sul suo lavoro. La contaminazione e i feedback sono sempre positivi. A volte comportano il rischio di ricevere critiche o pareri contrari. L’importante è non incutere timore nei propri dipendenti e adottare un atteggiamento tale per cui questi si sentano costretti a dare sempre risposte positive.

Non può perdere la lucidità
Capita spesso, all’interno di un’azienda, che ci siano dei periodi critici, specie quando i bilanci hanno segno rosso. In questi casi mantenere la calma è fondamentale e ancora più importante è cercare di non esplodere in commenti negativi nei confronti della forza lavoro. Un buon boss ha la capacità di gestire le situazioni critiche per non far ricadere la tensione sui suoi dipendenti.

Deve salutare tutti
Il buongiorno si vede dal mattino. E non è soltanto un modo di dire. Pensate quando arrivate in ufficio e non vedete altro che musi lunghi: la giornata non inizia già con il piede sbagliato? Un buon capo capisce i suoi dipendenti, li saluta al mattino e vive con loro i momenti conviviali, ad esempio la pausa caffè. Non è invadente se chiede informazioni quando capisce che un suo lavoratore è in difficoltà. L’empatia è una delle caratteristiche principali dell’essere un buon capo.

Le frasi da evitare
Ci sono alcune frasi che dovrebbero essere bandite dal vocabolario di un vero leader. Secondo una ricerca del sito americano di business e innovazione Inc.com, tra queste spiccano «non ho tempo»: dovrebbe essere pronunciata il meno possibile perché denota scarsa organizzazione. E, soprattutto, crea una maggiore subordinazione tra le due pari. Lo stesso vale per concetti come «abbiamo sempre fatto così» che denota la scarca capacità dei vertici di innovare e di essere predisposti al cambiamento, ricordiamolo, sempre positivo.

La motivazione è ogni giorno
Ogni leader che si rispetti deve motivare il proprio team ogni giorno e alzare sempre l’asticella con nuove sfide lavorative che incitino i dipendenti a fare ogni giorno di più, senza che questi si sentano, però, sotto pressione. Per i dipendenti, questo significa uscire dalla zona di comfort, mentre per il capo vuol dire spingere i membri del suo team verso il successo.