16 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
food

Giromangiando, il motore di ricerca di locali che parte dalla community

Giromangiando è un vero e proprio motore di ricerca di ristoranti e locali che ha visto nella community la sua carta vincente. Lo scopo è quello di aiutare l'utente nella scelta dei locali più adatti alle sue esigenze

CATANIA - Uno degli step principali per creare un business di successo, indipendentemente da quale esso sia, è sapere mettere in piedi una community. Un gruppo di persone (che poi son fans, follower, chiamateli come vi pare) che seguano e interagiscano con i contenuti che fanno parte del business medesimo. Anche perché, intendiamoci, oggi molto del business di un’azienda si fa sui social network, prima che offline. Lo sa bene Dario Bellanuova, CEO di Giromangiando, un vero e proprio motore di ricerca di ristoranti e locali che ha visto nella community la sua carta vincente.

Da una community a un business
«Siam partiti nel 2013 - ci racconta Dario - aprendo una pagina su Facebook e su Instagram dove caricavamo le foto dei piatti che mangiavamo quando andavamo a zonzo per la città di Catania. Abbiamo da subito riscontrato un buon successo. Tanto che ci arrivavano tantissime foto anche da parte dei nostri fans che poi condividevamo sui social network». Del resto, l’Italia ha una passione per il cibo che risale alla notte dei tempi. Specie in Sicilia, ci racconta Dario, questa cosa è molto sentita: le persone poi utilizzano i social per condividere esperienze e quelle gastronomiche e culinarie la fanno di certo da padrone.

Il motore di ricerca dei locali
In poco tempo la pagina acquisisce una community considerevole tanto da spingere Dario a creare un vero e proprio sito web che fruisca come motore di ricerca per i locali e ristoranti. Inizialmente a Catania, per poi espandersi anche a Ragusa, Siracusa e Palermo. Per poi culminare nello sviluppo dell’app, nel 2016. «Non come TripAdvisor - ci racconta ancora Dario -. Non diamo una lista di locali, ma è l’utente a scegliere il locale in base alle proprie esigenze. Abbiamo poi un sistema di filtri (80), diversi per province, per abitudini alimentari e anche in base a ciò che si ha voglia di mangiare in quel momento». Quel che Giromangiando fa, infatti, è proprio guidare l’utente e, non dimentichiamo, aiutare i gestori, dandogli maggiore visibilità. L’iscrizione è gratuita sia per gli utenti che per i gestori, ma questi ultimi possono accedere a un profilo premium a pagamento per avere maggiori servizi e visibilità.

(Giromangiando)

In tutta Italia
«Ad aprile poi usciremo con una novità - continua Dario -. Si chiamerà ‘Lasciati ispirare’ e sarà una sorta di ‘Tinder del Food’, dove le foto caricate dagli utenti potranno essere visionate dal resto della community procedendo finché non trova quella che fa al caso suo. Solo a quel punto potrà cliccarci sopra e scoprire dove quel piatto è stato cucinato e, quindi, andarlo a provare». E poi l’espansione, perché non dimentichiamoci che una startup deve pensare in grande e scalare. Sì, perché Giromangiando, a partire da maggio, sarà in tutt’Italia. L’obiettivo è quello di superare l’indecisione che spesso ci attanaglia quando dobbiamo andare a mangiare fuori e trovare i locali adatti alle nostre esigenze, soprattutto quando abbiamo delle intolleranze alimentari.

Il saper essere virale
Oggi, Dario, è seguito anche dal suo team Giuseppe De Luca e Marco De Costantini. Un business che parte, prima di tutto, dalla community, laddove Dario è stato capace di crearsi un seguito anche capendo ciò che più interessava e piaceva ai suoi fans. L’esempio di come un business, oggi, dipenda anche dalla viralità social che è in grado di esercitare. E, allora, è proprio il caso di dirlo: buon appetito!