il caso

L'Italia sceglie il monopolio SIAE, Soundreef: «Arriveremo con una nuova rivoluzione»

Il Governo italiano ha approvato lo schema di Decreto Legislativo che recepisce la Direttiva Barnier, ma mantiene il monopolio SIAE

L'Italia sceglie il monopolio SIAE
L'Italia sceglie il monopolio SIAE (Shutterstock.com)

ROMA - La strada verso la liberalizzazione e l’innovazione fa parte dell’evoluzione umana, di un fenomeno culturale che non potrà essere arrestato, neppure dalla legislazione. Quella italiana che, ancora una volta di fronte alla possibilità di cambiare, decide di rimanere ancorata al vecchio, allo stantio di un monopolio vecchio oltre 125 anni. E’ la questione SIAE Soundreef, ormai sotto la lente d’ingrandimento da un bel po’ di tempo, sollevata anche in occasione del Festival di Sanremo, dove Davide D’Atri, CEO della startup Soundreef, aveva deciso non per la battaglia, ma per il dialogo. Invece il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di Decreto Legislativo che recepisce la Direttiva Barnier con la quale la Comunità Europea ha inteso garantire ad ogni autore europeo la libertà di scegliere a chi affidarsi per la gestione dei propri diritti d’autore.

Il Governo recepisce la direttiva Barnier
Il punto è che il Governo lo fa con uno schema che lascia poco spazio all’innovazione. «Ignorando i principi cardine della Direttiva europea -. dicono Davide D’Atri e il suo team - In questo modo il Governo italiano perde una grande occasione di far rotta verso il futuro e sceglie di restare anacronisticamente aggrappato al passato, a un monopolio vecchio oltre 125 anni che sin qui ha garantito i diritti di pochi – i più ricchi e famosi – ed imposto a tanti – soprattutto i più giovani – di subire regole del gioco scritte da altri, passivamente e in totale assenza di ogni alternativa».

Perchè mantiene il monopolio
Se da una parte lo schema di decreto di recepimento della Direttiva UE prevede per i titolari di diritto di autore la possibilità di chiedere informazioni agli utilizzatori sui brani effettivamente suonati e costituisce un passo importante verso la trasparenza, dall’altra resta fermo nel far sopravvivere, a conti fatti, un regime di monopolio. La parte più delicata, infatti, è relativa al meccanismo di riscossione. Già perché lo schema di decreto prevede che la riscossione dei compensi continui ad essere affidata a SIAE. Lo stesso Davide ci aveva raccontato di accettare la riscossione da parte di SIAE dei compensi dovuti ai mandanti di Soundreef, ma a condizione che la stessa SIAE li versasse a Soundreef entro trenta giorni, come avviene nel mercato delle telecomunicazioni. «Non c’era e non c’è, infatti, nessuna ragione per la quale si possa garantire a SIAE il diritto di trattenere per mesi, o addirittura per anni, soldi che non le competono in attesa, un giorno, di ripartirli a favore dei titolari dei diritti. Inutile dire che la nostra proposta è stata lasciata cadere nel vuoto». La riscossione dei diritti resta quindi in capo a SIAE. Le nuove regole, però, non convincono la Commissione europea che ha già rappresentato all’Italia i propri dubbi e perplessità, manifestando l’intenzione di aprire un’ennesima procedura di infrazione contro il nostro Paese se non si allineerà alle regole della Direttiva europea.

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Cosa succede ora
Ma ora che succede? Sì, perchè gli interessi in ballo sono tanti. Già 8mila autori italiani, il 10% degli iscritti a SIAE, hanno scelto Soundreef ,mentre migliaia di altri li seguiranno a breve. E d’altra parte, il decreto di recepimento riconosce espressamente ai titolari dei diritti la libertà di scegliere a chi affidarsi per la gestione dei propri diritti. E, egualmente, migliaia di utilizzatori sono, ormai, abituati ad acquistare diritti d’autore in modo semplice, chiaro e trasparente, online, su www.soundreef.com e difficilmente torneranno indietro. «Lavoreremo al fine di evitare il caos - dicono da Soundreef -. I diritti d’autore affidati in gestione alla Soundreef ltd da titolari dei diritti che non hanno mai dato o hanno revocato il mandato alla SIAE non possono essere usati senza una licenza firmata da Soundreef o direttamente dai titolari dei diritti. Né SIAE, né nessun altro può concedere in licenza i loro diritti. E questo vale che si tratti di eventi live, di musica di sottofondo o di quella diffusa dai broadcaster. Lavoriamo quotidianamente con moltissimi utilizzatori e tuteleremo gli interessi dei titolari dei diritti che ci hanno dato fiducia ed ai quali abbiamo promesso trasparenza e riparto rapido ed analitico dei propri compensi».

I nuovi sviluppi
Per chi ha l’innovazione che scorre nel sangue i limiti sono fatti per essere superati. Ed è per questo che Soundreef ha annunciato, entro poche settimane, delle importanti novità. «Una nuova rivoluzione, più grande e più dirompente di quella che abbiamo promosso sin qui perché le leggi dovrebbero servire a governare il futuro e non a tentare di imbrigliarlo. Qualcuno ha titolato che la storia è finita venerdì. Noi diciamo che la storia è appena iniziata».