27 novembre 2021
Aggiornato 20:30
jack ma

Prevedere i crimini con i dati degli e-commerce, il sogno di Alibaba

La proposta di Jack Ma, fondatore di Alibaba. Utilizzare i dati della rete per prevedere i crimini e incastrare gli assassini

PECHINO - Prevedere i crimini, incastrare gli assassini ancora prima che possano scoprire loro stessi di esserlo. Il tutto con l’utilizzo dei Big Data e di tutte le informazioni che lasciamo illimitatamente sulla rete. Un po’ come il film «Minority Report» di Steven Spielberg, dove una setta di preveggenti era capace di individuare i criminali ancor prima che potessero battere il colpo. Qui, invece, sarebbero i dati ad avere la meglio. La proposta arriva dritta dritta da Jack Ma, fondatore di Alibaba, il colosso cinese dell’e-commerce, che ha chiesto alle autorità cinesi di utilizzare, appunto, la tecnologia per prevenire i crimini.

Predire i crimini con i dati degli e-commerce
Di fatto c’è che la rete cinese raccoglie una moltitudine di dati impressionante. Secondo il fondatore di Alibaba, il semplice acquisto di una pentola a pressione, un timer e della polvere da sparo sarebbe sufficiente per indicare la presenza di un terrorista. Conclusioni troppo azzardate? Può darsi, ma la sorveglianza di massa attuata dalle autorità cinesi proprio su web, potrebbe consentire alla polizia di accedere a tutta una serie di dati che potrebbero essere, di fatto, utilizzati per prevedere i crimini. A luglio scorso, infatti, il governo ha rilasciato la bozza di una legge sulla cybersicurezza che garantirebbe alle autorità un accesso quasi illimitato ai dati degli utenti nel caso in cui la sicurezza nazionale sia a rischio. Lo Stato, in questo senso, diventa il custode dei nostri desideri (pensate a tutti gli acquisti che facciamo sugli e-commerce) e delle nostre opinioni ormai liberamente lasciate sui social network, senza porci troppe censure.

La sicurezza del futuro e i Big Data
«I nostri sistemi di sicurezza e di controllo della legalità del futuro non possono essere separati da Internet e dai Big Data», afferma Jack Ma. Cioè dai dati collezionati proprio dai padroni di Internet, tra cui tra i primi figura lui stesso. Un paradosso? Non proprio, perchè i dati del suo caro Alibaba potrebbero essere usati (e venduti) proprio per questo scopo. Del resto, chi non vorrebbe un mondo più sicuro? E’ soltanto il metodo che lascia un po’ a desiderare. Alibaba ha sempre sostenuto di non condividere le informazioni delle persone con il governo, ma allo stesso tempo ha sottolineato la volontà di attenersi alle leggi cinesi. Questo significa che, se richiesti, i dati verranno molto probabilmente girati alle autorità.

La cosa «preoccupante» è che l’idea di Alibaba potrebbe aprire la strada a tutti gli altri colossi come Amazon, Facebook e Google che potrebbero appunto decidere di servirsi dei dati di cui sono forniti per fare praticamente qualsiasi cosa. Ed effettivamente nessuno ci assicura che non l’abbiano già fatto.

L’algoritmo di PredPol
La soluzione di Alibaba, arriva però dopo la creazione di un algoritmo che in America è già realtà consolidata. Si chiama Precobs, ed è un sistema che si avvale di dati e statistiche per evidenziare potenziali soggetti a rischio da tenere sotto controllo. Non fornisce, ovviamente, una previsione corretta al 100% come il sistema visto nel film Minority Report, ma può aiutare gli agenti a capire quali zone pattugliare con più regolarità. La sperimentazione del sistema ideato da PredPol è iniziata nel 2009 negli Stati Uniti e in alcune città europee – tra cui l'Italia, con il supporto dell'Università di Trento – ma oggi in America è già attiva e supporta le operazioni di polizia con il Big Data e le mappe prodotte grazie ad esso.