13 dicembre 2019
Aggiornato 09:30
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Yoroom, nasce a Milano il coworking socialmente responsabile e a favore dei rifugiati

Inaugura Yoroom - benefit coworking, uno spazio di lavoro condiviso di più di 1.000 metri quadri all’interno di un ex opificio completamente ristrutturato

MILANO - Nasce Yoroom, nuovo coworking di Milano, ospiterà gratuitamente un’organizzazione che si occupa di un grande tema contemporaneo: la migrazione e i rifugiati. Con questo messaggio si presenta Yoroom, nuovo spazio di lavoro condiviso inaugurato oggi nel quartiere Isola di Milano alla presenza, tra gli altri, dell’assessore al Lavoro del Comune di Milano.

A Milano nasce Yoroom
Non un semplice coworking, ma un brand che si differenzia da tutti gli altri che negli ultimi anni sono nati in Italia, soprattutto per la sua funzione sociale. Il primo coworking nasce a San Francisco nel 2005. Nel Nord Italia ne sono nati 190, 55 nel centro Italia, 40 al Sud. Ciò che differenzia Yoroom dagli altri coworking è la volontà di costruire una comunità socialmente responsabile. Fare impresa, creare sviluppo, nuova economia, non tanto in un singolo comparto ma in modo responsabile, creando impatto sulle persone e la comunità.

La società Benefit
In quest’ottica Yoroom ha assunto lo status giuridico di Società Benefit ed è pending B Corp®, cioè sulla strada per ottenere la piena certificazione al compimento del 1 anno di attività. Le Società Benefit o Benefit Corporation sono aziende di capitali che, all’interno della loro attività economica, forniscono un significativo contributo allo sviluppo, all’ambiente e al sociale, perseguendo finalità di beneficio comune e operando in modo responsabile, sostenibile e trasparente. Essere una società Benefit significa cambiare il modo stesso in cui si lavora, compresi tutti i modelli di gestione, nonché rinnovarsi continuamente per massimizzare l’impatto positivo verso i dipendenti, i fornitori, i clienti e la comunità in cui opera. L’impatto positivo sulla società che porta alla creazione di valore condiviso costituisce, in sostanza, il ‘core business’ di queste realtà. L’Italia è il primo paese in Europa a dotarsi nel 2016 di una legge sulle società benefit sul modello americano.

(Credit of courtesy by Yoroom)

La condivisione del lavoro
«I 58 coworking nati in questi ultimi anni dimostrano che la via scelta dal Comune per offrire nuovi strumenti in un mercato del lavoro in trasformazione – ha spiegato l’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive, Commercio, Moda e Design Cristina Tajani - ha trovato apprezzamento, soprattutto tra i lavoratori e professionisti tra i 30 e i 45 anni, maggiormente soggetti all’evoluzione del mercato che chiede sempre più flessibilità, competenza, scambio e condivisione dei saperi. Il coworking offre non solo luoghi fisici di condivisione del lavoro, ma anche un sistema di idee aperto per favorire lo sviluppo di progetti imprenditoriali innovativi che spesso mattono al centro il miglioramento sociale dei luoghi in cui sono inseriti».

Cosa c’è dentro Yoroom
Lo spazio, frutto del restauro di un ex opificio ad opera dell’architetto Raffaele Sabbadini, cofounder di Yoroom, offre la possibilità di lavorare su postazioni flessibili e dedicate, oppure in un ufficio privato, ma chi entrerà a far parte della community parteciperà al progetto sociale Yoroom. Le aziende che entreranno a parte della community di Yoroom riceveranno supporto in termini di accesso a finanziamenti, formazione, con l’obiettivo di diventare un soggetto attivo nella vita culturale, economica e sociale del quartiere e della città. «Credendo nella responsabilità sociale della comunità che vogliamo andare a costruire - ha affermato il fondatore di Yoroom, Luca Diodà (un passato da economista e ricercatore presso le Nazioni Unite) - abbiamo deciso di intraprendere il processo di certificazione come benefit corporation (BCORP) e diventeremo a breve startup innovativa. Vogliamo supportare nuovi progetti imprenditoriali attraverso bandi e possibilità di accesso a finanziamenti con l’obiettivo di diventare incubatore di imprese certificate e di progetti ad alto impatto sociale ed economico per il territorio. Parteciperemo al tavolo giovani 2016 e ci siamo candidati per ospitare una start up nell’ambito de programma di scambio economico bilaterale Milano – New York, promosso dal Comune di Milano». A supporto dell’identità sociale del nuovo spazio, Yoroom ha attivato dialogo e collaborazioni con alcuni tra gli attori più importanti in tema di impatto sociale, tra cui Human Foundation, Ashoka, Nativa e ospiterà gratuitamente un’organizzazione che si occupa di migrazione e rifugiati.

La call per startup
A breve verrà lanciata una call per talenti, progetti e imprese under 35 (YO-Young Organizations) con postazioni di lavoro gratuite, supporto economico e possibilità di accedere a finanziamenti. Il bando selezionerà e promuoverà la nascita di start-up in ambiti diversi, ma ispirate a modelli imprenditoriali responsabili sul piano sociale, ambientale e culturale. Yoroom quindi ospiterà sia imprese che vogliano dare un impatto economico e sociale positivo sul territorio, rispettando un’etica comune, come le BCorp, che ONG o Associazioni, portatori dei medesimi valori. Settori e professionalità diverse in grado di attivare un virtuoso scambio di competenze a beneficio della comunità.