15 aprile 2021
Aggiornato 00:30
raccolti 4,2 milioni

Round di finanziamento per Seventeen, la startup che lotta contro i tumori

La startup ha ricevuto 4,2 milioni di euro da Panakès Partners e Innogest. Ha sviluppato una tecnologia che permette di distruggere la massa tumorale attraverso l’iniezione di un gel biocompatibile

NAPOLI - Sono 4,2 i milioni di euro che Seventeen, startup di Napoli specializzata nello sviluppo di soluzioni nel settore medtech dell’oncologia interventistica, ha ricevuto da Panakès Partners e Innogest. Un round di investimento che permetterà alla startup di sviluppare al meglio l’innovativo sistema per assicurare il trattamento di alcuni tumori solidi non operabili o ad alta incidenza di recidiva dopo l’intervento chirurgico.

Round di finanziamento per Seventeen
La tecnologia messa a punto da Seventeen permette di distruggere la massa tumorale attraverso l’iniezione di un gel biocompatibile caricato con particelle radioattive in grado di massimizzare l’effetto radioterapico, riducendone al tempo stesso gli effetti collaterali. I risultati di questa startup, peraltro, arrivano grazie a un team perfettamente consolidato e costituito da esperti del settore. Alla guida c’è Francesco Izzo, ricercatore, medico chirurgo dell’Istituto Pascale, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Oncologica Addominale a indirizzo Epatobiliare dell’Istituto Tumori di Napoli e Principal Investigator (ricercatore primo) della nuova metodologia. Grazie all’investimento ottenuto Francesco Izzo sarà quindi affiancato da un team che vanta esperienza internazionale nel settore dell’oncologia e della ricerca clinica: Massimo Romanelli (ex Oncology Division, manager dei prodotti AngioDynamics in Italia) sarà il COO della società, mentre Lucio Fumi (ex Director, Interventional Oncology BTG e Terumo) sarà presidente del consiglio di amministrazione. Laura Iris Ferro (fondatrice e ex-CEO di Gentium) sarà consigliere indipendente della società.

Il prodotto sul mercato
«Inizia una nuova fase per Seventeen – ha dichiarato Francesco Izzo – con il principale prodotto vicino alla marchiatura CE servivano ulteriori risorse e competenze per portare il prodotto sul mercato. Con questa operazione sono molto fiducioso di aver aiutato la società a dotarsi degli strumenti necessari per il successo e poiché la metodologia che abbiamo messo a punto permette di intervenire su un gran numero di pazienti, ad oggi non trattabili, mi auguro di vedere presto il prodotto in commercio».

Una startup di indubbio valore
Seventeen è una startup di indur bio valore. Lo sostengono, in prima linea, gli stessi investitori che hanno deciso di puntare su questa nuova tecnologia potenzialmente utile per tutte quelle forme tumorali per cui, a oggi, non esistono soluzioni di cura. «Il segmento dell’oncologia interventistica è uno dei principali target del nostro fondo. Siamo fieri – ha detto Diana Saraceni, co-founder e General Partner di Panakès – di aver investito in un progetto ambizioso e promettente come quello di Seventeen. La società porterà a breve sul mercato uno strumento medicale per il trattamento di alcuni tumori solidi altrimenti non operabili o ad alta incidenza di recidiva locale. Seventeen – ha aggiunto – pur essendo solo in fase di startup, ha già riscontrato interesse di alcune società del settore molto acquisitive. Oltre all’indiscutibile interesse finanziario dell’operazione, c’è anche un aspetto etico che ci ha ulteriormente motivato».