20 settembre 2019
Aggiornato 09:30
Agenzia delle Entrate

Costituzione startup, registro e bollo si pagano con l'F24

Per la costituzione delle startup, registro e bollo si potranno pagare con l'F24. Rilasciati i nuovi codici tributo. Ecco cosa cambia.

ROMA - I versamenti delle imposte, le sanzioni, il bollo connessi alla registrazione degli atti costitutivi delle startup innovative si faranno con il modello F24. Lo ha stabilito il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, con il provvedimento diffuso in questi giorni.

Startup, F24 per registro e bollo
Tenendo conto dei tempi tecnici necessari all’adeguamento dei sistemi informativi, fino al 31 luglio 2016 gli stessi pagamenti potranno essere effettuati anche con il modello F23, utilizzando i relativi codici di tributo ordinariamente previsti per la registrazione degli atti privati. La registrazione di questi atti costitutivi è effettuata con modalità innovative mediante posta elettronica certificata attraverso le funzionalità messe a disposizione nella piattaforma startup.registroimprese.it. Pronti anche i codici da utilizzare per i pagamenti, istituiti con la risoluzione n. 56/E. Si tratta del codice «1540» per l’imposta di registro relativa all’atto costitutivo della startup innovativa; del codice «1541» per la sanzione da ravvedimento relativo all’imposta di registro; del codice «1542» per l’imposta di bollo; del codice «1543» per le sanzioni da ravvedimento da imposta di bollo; del codice «1544» per gli interessi da ravvedimento. La nuova modalità di registrazione realizzata in sinergia con Unioncamere va a semplificare notevolmente gli adempimenti necessari alla costituzione delle startup innovative, poiché permette alle società di effettuare sia gli adempimenti fiscali che quelli camerali facendo riferimento a un unico interlocutore

La mappa aggiornata delle startup innovative in italia
Secondo l’ultimo report trimestrale – realizzato da InfoCamere per il Ministero dello Sviluppo Economico  - al 30 giugno scorso erano 5.943 le startup innovative, in aumento di 504 unità rispetto alla fine di marzo. In valore assoluto la Lombardia è la regione che ne ospita il numero maggiore: 1.285, pari al 21,6% del totale. Seguono l’Emilia-Romagna con 703 (11,8%), il Lazio 601 (10,1%), il Veneto 450 (7,6%) e il Piemonte 387 (6,5%). Tra le province spiccano Milano (874), Roma (520), Torino (291), Napoli (190) e Bologna (178). Guardando al valore della produzione 2014, complessivamente, le startup innovative hanno registrato un fatturato pari a 325,58 milioni di euro (valore calcolato sulle 2.860 imprese per le quali si dispone dei bilanci sull’esercizio). Per ogni euro di produzione le startup innovative generano in media 15 centesimi di valore aggiunto, un dato più contenuto rispetto a quello fatto registrare dal complesso delle società di capitali (21 centesimi). Limitatamente alle imprese in utile, le startup generano, invece, più valore aggiunto sul valore della produzione rispetto alle società di capitali (33 centesimi contro 21).  Sul piano occupazionale, a metà anno le startup innovative coinvolgevano 23.045 soci, 1.927 in più rispetto allo scorso marzo (+9,12%). Ad essi si aggiungono i 8.193 addetti che, al 31 marzo 2016, risultavano impiegati nelle 2.356 startup con dipendenti: dato in aumento del 25,58% rispetto a fine dicembre 2015 (1.669 unità in più). Il dato complessivo dei collaboratori delle startup innovative supera quindi per la prima volta la soglia delle 30 mila unità. Sotto il profilo settoriale, il 71,3% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese, in particolare produzione software e consulenza informatica (30%) e attività di R&S (14,8%). Il 18,9% opera invece nell’industria in senso stretto. È startup innovativa il 24% di quelle che operano nell’attività di ricerca e sviluppo; rilevante è anche la quota di neo-imprese innovative fra le società dei servizi di produzione di software (7,1%).