14 ottobre 2019
Aggiornato 13:00
crowdfunding

Nebiolo (EquityStartup): «L'equity servirà anche per tutte aziende che vogliono innovare»

Abbiamo fatto una chiacchierata con Carlo Nebbiolo, presidente di AscomFidi Nord-Ovest, la prima associazione di categoria istituzionale che ha deciso di fondare una nuova piattaforma di equity crowdfunding, EquityStartup

TORINO - I numeri lo confermano: sempre più startup scelgono l’equity crowdfunding per finanziare la propria idea imprenditoriale. Sono oltre 2 milioni i fondi raccolti nei primi mesi del 2016 a fronte di 8 operazioni per un numero di campagne di successo che è praticamente raddoppiato: da 4 nel 2014 a 8 nei primi 6 mesi del 2016, per un totale complessivo di 18 operazioni andate a buon fine. Una modalità di finanziamento che si sta diffondendo sempre più anche grazie alle recenti modifiche del regolamento Consob. Abbiamo fatto una chiacchierata con Carlo Nebbiolo, presidente di AscomFidi Nord-Ovest, la prima associazione di categoria istituzionale che ha deciso di fondare una nuova piattaforma di equity crowdfunding, EquityStartup.

Presidente Nebiolo, EquityStartup è la prima piattaforma di equity crowdfunding nata grazie all’iniziativa di un’associazione di categoria istituzionale. Perché AscomFidi Nord Ovest ha deciso di intraprendere questa strada?

La decisione è maturata per la forte spinta innovativa che caratterizza la nostra struttura. Da anni ormai abbiamo dedicato risorse allo studio di soluzioni che possano essere di supporto alle imprese, come ad esempio i Minibond e, ovviamente, l’Equity Crowdfunding. Avendo maturato una concreta conoscenza delle problematiche di accesso al credito da parte delle Startup e delle PMI, abbiamo ritenuto che offrire un nuovo canale di approvvigionamento economico possa costituire una significativa innovazione e facilitazione per l’accesso al credito. Il Premio Innovazione 2016, ricevuto da SMAU nell’ambito dell’edizione torinese, rappresenta una concreta testimonianza della portata innovativa e delle caratteristiche peculiari del progetto EquityStartup. Un gradito riconoscimento che ci motiva ancor più a perseguire la strada dell’innovazione.

Come funziona concretamente la piattaforma EquityStartup?

La piattaforma costituisce un trait d’union tra gli Investitori e le Offerenti, ovvero startup o PMI innovative che, tramite un processo guidato, creano la propria offerta inserendo i contenuti necessari per ottenere la validazione del progetto. Tutte le Offerenti sono presentate nello stesso modo e attraverso la medesima documentazione affinchè gli investitori che visitano il nostro portale - www.equitystartup.it - possano valutare le imprese più interessanti secondo un criterio comune. Inoltre, il portale offre tutte le informazioni sulla raccolta in corso del capitale e sul suo andamento, in modo da mantenere gli utenti costantemente aggiornati.

Quali sono i vantaggi che l’equity crowdfunding può dare a una startup rispetto ad altri metodi di finanziamento? E perché una startup dovrebbe sceglierlo?

I capitali raccolti da una Offerente a mezzo di una campagna di Equity Crowdfunding non devono essere restituiti come un classico finanziamento bancario, ma costituiscono un capitale di rischio versato da nuovi soci in cambio di quote. Questo meccanismo offre notevoli vantaggi che vanno oltre il semplice aspetto finanziario: in primo luogo l’impresa che crea una raccolta sul portale riceve un ritorno mediatico molto importante grazie ai canali di comunicazione di EquityStartup; in secondo luogo l’acquisizione di nuovi soci costituisce spesso un contributo non solo economico ma anche di conoscenze e competenze specifiche e settoriali, a cui l’impresa avrebbe altrimenti difficoltà ad accedere. Un vero valore aggiunto, derivante spesso dalla tendenza degli investitori a finanziare strutture affini al proprio campo di competenza, favorendo così la creazione di una reale sinergia.

Perché un investitore dovrebbe scegliere la forma equity crowdfunding?

Investire in Equity Crowdfunding, a differenza di altre tipologie di investimento, consente di entrare in contatto con l’impresa e con le persone che realmente la gestiscono, al fine di comprendere a fondo la genesi, le dinamiche e gli obiettivi del business, e di avere una visione estremamente chiara dei processi aziendali. Inoltre, in questa fase di incertezza e contrazione dei mercati finanziari in cui la resa degli strumenti tradizionali è sostanzialmente negativa, l’economia reale può essere una valida e attraente alternativa. Infine, non bisogna dimenticare che l’investimento in startup e PMI innovative comporta dei ragguardevoli vantaggi fiscali per gli investitori, nello specifico il 19% di detrazione IRPEF (ovvero il 25% per investimenti a vocazione sociale o nel settore energetico) per le persone fisiche ed il 20% di deduzione dall’IRES per le persone giuridiche (ovvero il 27% per investimenti a vocazione sociale o nel settore energetico); sono importi di tutto rispetto e che si inseriscono alla perfezione in un piano di diversificazione economica.

Come sta andando il mercato italiano dell’equity crowdfunding?

Nei primi sei mesi del 2016 sono stati raccolti importi superiori all’intero 2015. E’ un sintomo di crescita evidente, simile a quanto accaduto in altri Paesi prima del decollo vero e proprio dei volumi di raccolta e siamo pertanto ottimisti sull’incremento dei volumi futuri. Le raccolte che verranno istituite da PMI innovative nei prossimi mesi saranno determinanti nel cambiamento del panorama dell’Equity Crowdfunding in Italia perché consentiranno una più facile valutazione da parte degli investitori e quindi il decollo della raccolta.

A livello di ecosistema innovativo come vede l’Italia tra 5 anni?

Per settori fortemente innovativi 5 anni sono un’era e non è quindi facile fare previsioni, ma alcune certezze le abbiamo: per difendersi dalla competitività delle altre nazioni l’Italia non può puntare certo sul costo del lavoro o sulle lavorazioni a basso valore aggiunto ma deve puntare ad agevolare l’ecosistema innovativo, soprattutto ove orientato alla creazione di imprese ad alto potenziale. La nostra visione è che in futuro l’Equity CrowdFunding possa non solo provvedere al finanziamento delle startup nella fase iniziale, ma anche colmare quella nicchia di necessità finanziarie che impedisce a molte aziende di affrontare i costi di ricerca e di sviluppo per l’innovazione, o quelli necessari ad una espansione commerciale adeguata a fare il balzo dagli Early Adopters (utenti precoci/iniziali) alla Early Majority (maggioranza iniziale), e quindi a determinare il vero successo di un progetto. In questa evoluzione il nostro obiettivo è quello di essere presenti al fianco delle aziende innovative per aiutarle nel loro percorso ed assisterle nelle necessità economiche con tutti gli strumenti che avremo a disposizione.