29 marzo 2020
Aggiornato 21:30
startup

L'Alveare che dice sì! al Festival della lentezza di Colorno

In occasione del Festival della Lentezza di Colorno (17-19 giugno) dedicato in questa seconda edizione alle donne, L’Alveare che dice sì scende in piazza con un food truck tutto al femminile per raccontare il progetto che mette in contatto diretto produttori locali e consumatori

COMO - Cibo sano, contatto con la natura, condivisione e buone pratiche: questi gli ingredienti che L’Alveare che dice sì!, la startup che ha creato un nuovo modo per vendere e comprare i prodotti locali utilizzando il web, porta al Festival della Lentezza di Colorno (17-19 giugno). L’Alveare unisce innovazione, sharing economy e genuinità dei prodotti, proponendo un nuovo modo per vendere e comprare: grazie ad una piattaforma online e una app su smartphone (disponibile gratuitamente su iOS), favorisce gli scambi diretti fra agricoltori locali e comunità di consumatori, che si ritrovano poi una volta alla settimana creando piccoli mercati temporanei a Km 0, conosciuti proprio come Alveari. Con l’app inoltre è possibile, utilizzando la geolocalizzazione, vedere gli Alveari più vicini e, attivando le notifiche, conoscere in tempo reale l’apertura delle vendite dei produttori vicini.

Al Festival della Lentezza con un food truck al femminile
Al centro della seconda edizione del festival che riempirà la Reggia Ducale e il centro storico di Colorno con musica, immagini, street food e laboratori, ci saranno le donne e il loro rapporto con il tempo, la gestione delle emozioni e dei sentimenti. L’universo femminile si presenta quindi al grande pubblico attraverso tutte le sue sfaccettature, da quelle più misteriose e antiche, a quelle più moderne e dinamiche grazie all’intraprendenza delle giovani imprendritrici che sfidano la crisi e i pregiudizi riscoprendo, prima di tutto, il mangiar bene e le tradizioni. L’Alveare che dice sì! parteciperà quindi al Festival della Lentezza proprio con una rappresentanza femminile: Monica, titolare della panetteria di Biella Salé Sucré, sarà a Colorno con il suo food truck e con un menù ricco di prelibatezze genuine e fresche cucinate con i prodotti locali messi a disposizione dall’Alveare di zona.

(Credits photo courtesy of Press Play)

L’Alveare delle donne
«L’Alveare che dice sì! deve molto alle donne che lavorano al progetto - racconta Eugenio Sapora, fondatore de L’Alveare che dice sì! - Da Claudia, business developer e coordinatrice dell’Area Nord Est, a Stefania che gestisce uno degli alveari di Milano; da Barbara, una delle Produttrici di carne della rete dell’Alveare, a Camilla, giovanissima che nell’agriturismo di famiglia si occupa delle vendite dei formaggi: l’universo femminile dell’Alveare che dice sì! è in continua espansione ed è fondamentale per una startup che si fonda sui principi della condivisione, del rispetto, della genuinità. Valori di cui le donne sono vere portatrici».  Sono tante le agricoltrici che hanno scelto di unirsi a L’Alveare che dice sì! per vendere i propri prodotti: per alcune rappresenta l’opportunità di sperimentare dei canali di vendita nuovi e proporsi sul mercato in maniera più ampia, per altre è il modo per avere un rapporto diretto con il consumatore finale, incontrare di persona i clienti e accogliere i loro suggerimenti.

Chi è l’Alveare che dice sì!
L’Alveare che dice sì! è una startup nata nel 2016 e incubata presso Treatabit, il percorso per le startup digitali dell’Incubatore I3P del Politecnico di Torino. E’ un progetto che ha origine in Francia nel 2011 col nome di «La ruche que dit oui», e che nel paese transalpino ha ottenuto un enorme successo: ad oggi sono più di 650 gli Alveari presenti Oltralpe. In Italia, in pochi mesi, sono già sorti oltre 60 Alveari su tutto il territorio nazionale.

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