17 ottobre 2019
Aggiornato 22:30
tecnologia end-to-end

WhatsApp: i messaggi saranno criptati, ma i nostri dati sono davvero al sicuro?

Dopo l'aggiunta della crittografia alle chat di WhatsApp si pone il problema dello scontro tra la rete e i colossi che la dominano e le autorità governative. Cosa cambia per l'utente e i nostri dati sono davvero protetti?

I nostri dati sono davvero al sicuro?
I nostri dati sono davvero al sicuro? Shutterstock

ROMA - La rivoluzione di WhatsApp, che ha annunciato che d'ora in poi tutte le chat e le telefonate effettuate tramite il sistema di messaggistica istantanea sono automaticamente criptate, ha messo sotto la lente di ingrandimento il problema della privacy dei dati degli utenti in un contesto - quello della rete - dove non sembra esserci più limite alla diffusione delle proprie informazioni personali. Di fatto, secondo Luigi Martino, teaching and research assistant in ICT policies e cyber security all'Università di Firenze, la mossa di WhatsApp "non rappresenta un avanzamento sostanziale della tutela della privacy degli utenti".

WhatsApp aggiunge la crittografia alle chat
"Le ultime polemiche tra Apple ed Fbi hanno sollevato ancor di più il dibattito sul giusto confine tra privacy e sicurezza. In quest'ottica molti hanno plaudito alla scelta di WhatsApp, ritenendola portatrice di maggior riservatezza. Ma - sottolinea Martino -, il fatto che il servizio di messaggistica offra la crittografia end-to-end a chi utilizza la piattaforma va visto a mio parere solo come una mossa per proteggere fette di mercato, in un momento in cui altri concorrenti offrono la medesima possibilità». È vero, aggiunge l'esperto, che "da adesso in poi, se si invia un messaggio attraverso la piattaforma controllata dal social network Facebook, l'unica persona che può leggerlo è quella che lo riceve». Tuttavia, rimarca Martino, "ciò non significa che il contenuto del messaggio non resti a disposizione di Whatsapp, che detiene e controlla i server dove questi dati sono immagazzinati. Non vale ovviamente solo per questo sistema di messaggistica, ma per la quasi totalità di essi. Ed è questo che bisognerebbe chiedersi, in una vera ottica di tutela della privacy: chi sono, oggi, i proprietari delle conversazioni e dei dati che si muovono attraverso la Rete? Noi o chi eroga i servizi?".

Scontro tra rete e autorità governative
Non è certo un segreto che tra il governo americano e le aziende della Silicon Valley sia in corso una battaglia che ha posto fine all'idillio creato da Barack Obama, che più volte negli anni passati ha avuto incontri e posizioni convergenti con i colossi tech. La falla si è aperta dopo il Datagate, lo scandalo sulla sorveglianza da parte del governo svelato da Edward Snowden. E ha visto la nascita di due schieramenti: Washington da una parte. La Silicon Valley dall'altra che in nome della protezione della privacy dei suoi utenti ha dal 2013 in poi aumentato gli sforzi per criptare le conversazioni e i dati. Ultimo episodio di questo processo è l'annuncio fatto ieri da WhatsApp che tutte le conversazioni, le foto, i video scambiati sulla piattaforma sono protetti da un sistema end-to-end. Lo stesso usato da Apple in iMessage e in FaceTime, che permette di visualizzare i dati scambiati solo alle due persone della chat e a nessun altro. Neppure alla azienda che li conserva. Un passo importante per il gruppo posseduto da Facebook che va nella direzione della lotta intrapresa da Apple, che ha rifiutato di aiutare l'Fbi ha accedere all'iPhone di Syed Rizwan Farook, il killer di San Bernardino, California. Cupertino ha sin dall'inizio sostenuto che dare la chiave per entrare nel telefono avrebbe creato un precedente e reso i dati dei propri utenti meno sicuri. Ma soprattutto ha ricordato come per i suoi ingeneri fosse tecnicamente impossibile accedere. Dopo il Datagate Apple e Ibm avevano speso miliardi di dollari per costruire data center fuori dagli Stati Uniti e così rassicurare gli utenti che i propri segreti non sarebbero stati controllati da Washington. Yahoo ha esteso la tecnologia end-to-end a tutti i suoi servizi di email e anche Google sta lavorando in questa direzione. Diversi media americani sostengono che la mossa di WhatsApp vada oltre lo sforzo di Apple, perché con il nuovo sistema di sicurezza (che sarà applicato a tutti in automatico) è molto difficile accedere ai dati sia per gruppi esterni che per WhatsApp stessa. E la decisione potrebbe far far arrabbiare Washington. La decisione è arrivata - come ha spiegato WhatsApp - per rendere la app più sicura e tenere lontani hacker e governi troppo oppressivi. Questo anche se in passato WhatsApp aveva fornito alcuni dati a un tribunale che aveva fatto richiesta formale al gruppo. Adesso bisogna capire in che modo si comporterà nei casi futuri e se la notizia creerà uno scontro diretto con il governo americano. Infine è interessante capire in che modo reagiranno gli altri gruppi della Silicon Valley e se anche loro stringeranno le maglie sulla sicurezza.

Cosa cambia per gli utenti
WhatsApp è entrata a gamba tesa nel dibattito sulla sicurezza e la privacy nel settore tecnologico: l'app per scambiare messaggi, lanciata nel 2010, rilevata da Facebook nel 2014 e che attualmente conta un miliardo di utenti in tutto il mondo, ha deciso di rafforzare i sistemi di sicurezza, criptando tutti i messaggi scambiati. Questo significa che testi, video e immagini inviati, da qualunque piattaforma mobile e su qualsiasi dispositivo, saranno visibili solo da chi ha inviato il messaggio e da chi lo ha ricevuto. In buona sostanza, prima di immagazzinare i messaggi sui propri server, la società li codificherà utilizzando un software messo a punto da Open Whisper Systems, gruppo no profit che sviluppa prodotti per la sicurezza. Il nuovo sistema è già operativo, ma cosa cambia effettivamente per gli utenti? Nell'utilizzo dell'applicazione, non molto. La tecnologia introdotta non cambia il modo in cui i messaggi sono inviati o visualizzati, ma impedisce a WhatsApp di leggerli, in nessun caso, appunto a causa del sistema di criptaggio "end-to-end». Questo dovrebbe rendere più sicura la chat, rendendo più difficile per chiunque, compresi hacker, malintenzionati, agenzie di intelligence e autorità, l'accesso non autorizzato ai messaggi. "Il criptaggio end-to-end assicura che i messaggi inviati siano letti solo dalle persone a cui sono destinati", ha detto Moxie Marlinspike, fondatore di Open Whisper Systems. Inoltre, l'introduzione della tecnologia di criptaggio avviene di default, senza richiedere l'aggiornamento dell'app (deve comunque essere stata installata l'ultima versione di WhatsApp), quindi gli utenti non devono cambiare le impostazioni dell'applicazione per poterne usufruire. Sistemi simili di criptaggio sono utilizzati per esempio da Apple per iMessage e FaceTime.