11 dicembre 2019
Aggiornato 10:00
Il Cile annuncia una nuova riserva, sarà la più grande del mondo

Sull'Isola di Pasqua, la riserva marina da record

Oggi, aprendo la Conferenza internazionale sulla protezione degli oceani, il Cile ha annunciato l'istituzione di una nuova riserva marina di 631.368 chilometri quadrati intorno all'Isola di Pasqua

SANTIAGO DEL CILE - Rapa Nui, meglio conosciuta come Isola di Pasqua, è famosa nel mondo soprattutto per i Moai, le circa 900 enormi statue di pietra che rappresentano gli antenati della popolazione indigena che si stima arrivò dalla Polinesia intorno al IV secolo. La maggior parte dei «colossi» è orientata verso terra, ma alle loro spalle c'è quello che veramente interessa alla potente industria peschiera internazionale, il mare.

Isola che sembra emergere dal nulla
L'isola, che sembra emergere dal nulla, è in realtà la punta di una cordigliera sottomarina di tre chilometri di larghezza e nelle sue acque passano le rotte migratorie dei grandi cetacei, come le balene, e delle specie di enorme interesse commerciale, come pesce spada e tonno. Dopo aver svuotato praticamente tutte le zone del mondo (la Fao stima che il 90,1% delle specie di pesci soffra di un eccessivo sfruttamento), le grandi compagnie sono arrivate fin lì, mettendo a rischio la sopravvivenza degli indigeni.

Nuova riserva marina
Oggi, aprendo la Conferenza internazionale sulla protezione degli oceani, il Cile ha annunciato l'istituzione di una nuova riserva marina di 631.368 chilometri quadrati intorno all'Isola di Pasqua, che risulterà la più grande del mondo. Fra i calorosi applausi dei delegati, la presidente Michelle Bachelet ha annunciato il piano, accolto con favore da alcune organizzazioni non governative che si sono sempre interessate al problema, come la Pew Charitable Trusts e la fondazione Bertarelli, convinte che la decisione servirà a proteggere le circa 27 specie di pesci a rischio di estinzione e i pescatori locali. «Il Parco dell'isola di Pasqua protegge uno delle riserve più importanti della terra e rappresenta un punto di grande importanza economica e religiosa per la popolazione Rapa Nui», ha detto Joshua Reichert della Pew.

Sponsor americano
Ma è proprio la sponsorizzazione americana al progetto (alla conferenza ha partecipato con un messaggio video anche il presidente Barack Obama) a non convincere del tutto il rappresentante delle popolazioni indigene all'interno della Commissione istituita presso il Ministero dello Sviluppo sociale, Rafael Tuki Tepano, come riporta il sito web di Radio Cooperativa. «Il parco marino promosso dalla ong Pew è un mezzo colonialista che viene proposto come modello da fuori e non nasce per iniziativa del popolo Rapa Nui. E' un intervento straniero che lo stato del Cile non puà tollerare», ha detto Tuki, secondo il quale alcuni membri Rapa Nui della Mesa del Mar, il tavolo di negoziazione con Santiago, «hanno ricevuto donazioni ingenti da parte della Pew. Quelli che non appoggiano il Parco marino non ricevono la donazione, che è solo una piccola parte di quello che otterrà la Pew se il Parco verra istituito». Secondo Tuki, ci vorranno inoltre molti anni prima che avvengano le modifiche legali che consentiranno alla popolazione locale di aver voce in capitolo nella amministrazione del Parco. «Non è la prima volta che la isola di Rapa Nui fa parte di piani geopolitici stranieri, spesso coperti come missioni di pace o senza fine di lucro».

(con fonte Askanews)