19 novembre 2019
Aggiornato 10:30
Astrofisica

Il Dna della Terra è lo stesso della Luna

Lo studio pubblicato da Nature potrebbe svelare il mistero sulla formazione del nostro satellite. Dall'analisi dei ricercatori americani sugli isotopi del tungsteno emerge infatti che il materiale dei due corpi celesti sarebbe lo stesso

ROMA (askanews) - Da uno studio sulla composizione isotopica delle rocce lunari, un gruppo di ricercatori dell'Università del Maryland ritiene di aver trovato il tassello mancante che potrebbe spiegare l'origine della formazione della Luna. L'analisi dei dati supporta l'ipotesi secondo cui il materiale creatosi dall'impatto si deve essere mescolato prima che iniziasse il processo di aggregazione e di raffreddamento della Luna, il che spiegherebbe le molte similitudini isotopiche tra la Terra e la Luna. I risultati sono stati pubblicati su Nature, come evidenzia Media Inaf, il notiziario online dell'Istituto nazionale di astrofisica. Per la prima volta, gli scienziati hanno dunque potuto mettere sul banco di prova il modello comunemente accettato per la formazione della Luna analizzando le tracce inaspettatamente simili di un isotopo del tungsteno presente su entrambi i corpi celesti. I risultati suggeriscono che l'impatto con la Terra di un corpo roccioso della taglia di Marte fu così violento che i detriti si mescolarono prima di aggregarsi per formare quello che in seguito diventerà il nostro satellite naturale.

COME NACQUE IL SATELLITE – Un confronto tra queste "impronte digitali" della Terra e della Luna conferma l'esistenza di una interconnessione violenta avvenuta nel passato. Gli astronomi ritengono che nei primi 150 milioni di anni, dopo la formazione del Sistema Solare, un corpo celeste di dimensioni enormi, simile a Marte, colpì la primitiva Terra producendo a seguito dell'impatto una gigantesca nube di roccia e detriti che furono espulsi verso lo spazio. Nel corso del tempo, questa nube si sarebbe aggregata per formare la Luna. Per quasi 30 anni, gli scienziati planetari hanno accettato questa spiegazione, detta teoria dell'impatto gigante, tenendo presente, però, un fatto importante. Anche se questo scenario si può considerare valido nel momento in cui si guarda alla dimensione della Luna e al suo moto orbitale attorno alla Terra, le cose, sottolinea Media Inaf, iniziano a non essere più valide, anche se di poco, quando si confrontano le rispettive composizioni isotopiche. In altre parole, la Terra e la Luna sono, per certi aspetti, molto simili. L'eccezione presente in questa spiegazione è dovuta al fatto che la Luna dovrebbe contenere tracce isotopiche di un corpo celeste estraneo, che gli astronomi hanno chiamato Theia. Nella mitologia greca, Theia, o Tea, è una titanide, sorella e moglie di Iperione, madre di Elio (dio del Sole), Selene (dea della Luna) ed Eos (dea dell'aurora), e il suo nome, da solo, significa proprio dea. Dato che questo oggetto è arrivato da qualche regione del Sistema Solare primordiale, molto probabilmente esso doveva possedere un "Dna isotopico" molto diverso da quello della Terra primitiva.

TANTE TEORIE – Nel corso degli ultimi anni, sono state proposte varie teorie per spiegare le similitudini tra la Terra e la Luna. Forse l'impatto creò un gigantesco anello di detriti che si mescolarono con il materiale espulso dalla Terra per poi successivamente aggregarsi e dar luogo alla formazione del nostro satellite naturale. Oppure, Theia potrebbe essere stata, per un caso fortuito, molto simile alla giovane Terra dal punto di vista della composizione isotopica. Ma una terza possibilità vuole che la Luna si sia formata dal materiale terrestre, piuttosto che da Theia, anche se in questo caso si sarebbe trattato di uno strano tipo di impatto.