18 gennaio 2020
Aggiornato 11:00
Tutela consumatori

E-commerce, l'Antitrust sanziona 2 società per pratiche scorrette

Le due istruttorie sono le prime nel corso delle quali l'Autorità ha applicato, grazie alla collaborazione del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza, la normativa che prevede la possibilità di richiedere agli Internet Service Providers di impedire l'accesso ai siti web

ROMA - Multe per complessivi 440mila euro. A tutela della salute dei cittadini sanzionato con 200mila euro il titolare di un sito, riconducibile ad Alex Broek, chiuso definitivamente, di vendita di farmaci on line. Sanzioni, inoltre, di 240mila euro alle società che gestiscono il sito Private Outlet. Si tratta dei primi due casi nei quali l'Autorità ha applicato, grazie alla collaborazione delle Unità Speciali con la Guardia di Finanza, la normativa che prevede la possibilità di richiedere agli Internet Service Providers di impedire l'accesso a siti web che ledono i diritti dei consumatori.

E-commerce più trasparente e più sicuro per i consumatori: è l'obiettivo dell'azione dell'Antitrust che ha concluso i due procedimenti per pratiche commerciali scorrette, sanzionando gli intestatari dei due siti internet per complessivi 440mila euro. Uno dei due siti era già stato oscurato, con provvedimento cautelare assunto nel giugno scorso, perché vendeva, illegalmente, farmaci on line e, in particolare, farmaci soggetti all'obbligo di prescrizione medica e la cui assunzione al di fuori del controllo medico può esporre anche a gravi rischi per la salute.

Le due istruttorie sono le prime nel corso delle quali l'Autorità ha applicato, grazie alla collaborazione del Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza, la normativa che prevede la possibilità di richiedere agli Internet Service Providers di impedire l'accesso ai siti web. L'Antitrust intende infatti lavorare perché «i cittadini possano utilizzare il commercio elettronico, che rappresenta una leva importante per la crescita economica, senza incorrere in acquisti potenzialmente pericolosi o in atteggiamenti scorretti da parte degli operatori». In quest'ottica la scorsa settimana l'Autorità ha accettato, rendendoli vincolanti, gli impegni presentati dal sito Groupalia.