31 maggio 2020
Aggiornato 19:30
Intervista al quotidiano «The Guardian»

Internet: Brin, libertà della rete mai così a rischio

Il cofondatore di Google punta il dito sui Governi, ma anche su Facebook e Apple. A questo si aggiunge tutto il settore dell'anti-pirateria, che non fa che alzare muri per impedire la libera condivisione delle conoscenze. Google ostacola le indagini su Street View, multa da 25.000 dollari

LONDRA - I principi di libertà e di accesso universale alla rete non sono mai stati tanto a rischio come adesso. A lanciare l'allarme è uno dei fondatori di Google, Sergey Brin, che in un'intervista fiume al quotidiano britannico The Guardian, sintetizza: «Fa paura!» e punta il dito su «forze molto potenti che si sono allineate per limitare la libertà di internet, su tutti i fronti e da tutto il mondo».

Colpa dei Governi, Facebook e Apple - Queste forze hanno un nome e cognome, secondo Brin, a cominciare da alcuni governi, per passare a tutte quelle aziende che alzano muri per difendere i loro profitti nella lotta alla pirateria informatica, fino agli stessi social network e alcune aziende informatiche.
Rispetto a qualche anno fa la rete è cambiata drasticamente, si è chiusa, e i principi di apertura e di accesso universale, alla base della nascita di internet trenta anni fa, sono in pericolo, sostiene il 38enne multimiliardario di origini russe, cofondatore con Larry Page di Google. L'evoluzione della tecnologia ha portato alla creazione di settori chiusi, come Facebook, cui non si può avere libero accesso. Inoltre, alcune aziende, come Apple, consentono solo ai loro clienti registrati di utilizzare alcune applicazioni per accedere alle informazioni. A questo si aggiunge tutto il settore dell'anti-pirateria, che non fa che alzare muri per impedire la libera condivisione delle conoscenze.

Google ostacola le indagini su Street View, multa da 25.000 dollari - La bufera legale che ha colpito la piattaforma Street View di Google si è conclusa, per ora, con una multa da 25.000 dollari per aver ostacolato le indagini delle autorità sul processo di raccolta dati. Nessun provvedimento è stato invece adottato per quanto riguarda l'accusa di violazione della privacy, che non è stata provata. L'ingegnere responsabile del progetto, un personaggio chiave nella vicenda, si è rifiutato di parlare avvalendosi del quinto emendamento, confermando i timori del motore di ricerca nella battaglia legale che affronta un tema così delicato.
L'agenzia governativa Federal Communications Commission, l'autorità di regolamentazione sulle comunicazioni, ha accusato l'azienda di avere «deliberatamente impedito e ritardato le indagini». Google, come spiega il New York Times, è sotto inchiesta dal 2010 per aver catturato informazioni personali sensibili da reti wireless domestiche mentre le sue vetture percorrevano le strade per scattare foto e mappare il territorio.

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