31 maggio 2020
Aggiornato 18:30
Troppi ritardi delle istituzioni ed eccessiva rigidità nella predisposizione dei bandi

Bandi per l'area ex-Embraco

Burzi e Cerchio: «Regione e Provincia propongano un’asta al ribasso senza vincoli»

Troppi ritardi delle istituzioni ed eccessiva rigidità nella predisposizione dei bandi. Queste le pesanti responsabilità che secondo i gruppi di Forza Italia in Regione e Provincia di Torino gravano sulle attuali Giunte Bresso e Saitta. A domandare chiarimenti sulla vicenda il capogruppo degli azzurri a palazzo Lascaris Angelo Burzi e il vice presidente del Consiglio provinciale Giuseppe Cerchio, entrambi autori di due interrogazioni urgenti sull’argomento.

«Sulla vicenda Embraco – affermano i due esponenti di Forza Italia – persistono pesanti responsabilità politiche. Nessuno vuole additare dei colpevoli, per il semplice gusto di farlo. Ma certamente la poca tempestività ed efficacia utilizzata nella stesura dei bandi, ha certamente contribuito a rendere più difficoltoso il rilancio dell’area e quindi dell’occupazione ad essa legata».

Forza Italia, in particolare, sottolinea l’importanza che l’area rivestiva nella provincia torinese ancora pochi anni fa. «Nei bandi realizzati dalla Regione, sentita anche la Provincia di Torino – affermano Burzi e Cerchio – si è perso in gran parte quanto di buono conquistato dalla ex Giunta Ghigo, al termine del suo mandato, grazie anche all’ausilio delle varie sigle sindacali e degli altri enti locali: cioè la volontà di rispettare la vocazione prettamente industriale dell’area. L’eredità lasciata dal centrodestra alla Giunta Bresso era quella di trovare una nuova eccellenza che riportasse su quei terreni un’azienda possibilmente nuovo fiore all’occhiello per il torinese. D’altra parte l’ex-Embraco fino a tre anni fa contava ancora oltre duemila dipendenti, costituendo di fatto la seconda azienda della provincia nel settore metallurgico. Oggi l’insediamento della ditta Lorenzon di Moriondo Torinese seppur apprezzabile, oltre ad assorbire solo una risibile parte di lavoratori cambia anche il tipo di destinazione dell’area, essendo una impresa a vocazione prettamente artigianale».

«Proprio su tali presupposti – annunciano Burzi e Cerchio – in entrambi gli enti con le nostre interrogazioni abbiamo domandato che le rispettive Giunte prendano seriamente in considerazione la predisposizione di un’asta al ribasso e con riserva, in modo da rendere finalmente competitiva un’area che finora lo è stata poco; come peraltro dimostrato dal ripetersi di bandi andati deserti. Inoltre, vista la recente e sospetta attenzione verso la tangenziale est dimostrata da tutti gli enti locali, vorremmo dei chiarimenti sulle tempistiche nella sua realizzazione. Perché quest’opera strategica sarebbe fondamentale per rendere ulteriormente appetibile a eventuali grandi investitori l’area dell’Ex Embraco».

«Sarebbe infine importante - concludono i due esponenti azzurri – coinvolgere la Provincia di Asti, fortemente interessata sulla vicenda, visti i risvolti occupazionali che hanno interessato anche i propri abitanti. Solo un’operazione sinergica, la quale tenda a rendere il sito migliorabile dal punto di vista funzionale e del frazionamento, potrà migliorare le potenzialità occupazionali complessive».

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