17 giugno 2019
Aggiornato 14:30
Nessun rimpianto nello Stato dove ha incassato l'81 per cento

I 100 giorni di Trump, in Kentucky la fiducia nel tycoon rimane alta

Il Kentucky da 60 anni vota quasi sempre conservatore. All'ultima corsa si è schierato in massa per Donald Trump, e, a 100 giorni dall'insediamento, la fiducia nel tycoon rimane alta

georgetown - Il Kentucky da 60 anni vota quasi sempre conservatore. E all'ultima corsa si è schierato in massa per Donald Trump. Hanno votato per lui l'81 per cento degli elettori, nella speranza che la grinta di Trump possa far rifiorire città come Beattyville dove da 30 anni sono sparite le industrie del petrolio, del tabacco e del carbone. Dopo i primi 100 giorni di governo la gente del Kentucky mantiene alta la fiducia in Trump. «Sta cercando di fare tutto ciò che ha promesso - racconta un abitante di Beattyville - La riforma dell'Obamacare non è passata. Stanno facendo delle modifiche, lui ci sta provando ma un presidente non può fare tutto da solo»«Ha detto che avrebbe fermato la delocalizzazione all'estero. Speriamo che questi posti di lavoro finiscano in piccole comunità come questa, per farle crescere», dice una donna.

Tweet poco apprezzati
Dopo una carriera militare e da imprenditore da un anno Chuck Caudill gestisce il giornale locale di questa cittadina del Kentucky. Elettore indipendente, non rimpiange di aver scelto Trump. «Ha cambiato opinione su molti temi, e questo mi piace - spiega - ma dovrebbe smetterla di twittare in continuazione, è un problema, sembra una scolaretta».

Sostegno alto
In questo club repubblicano di Georgetown Trump non era la prima scelta, ma i suoi primi passi alla Casa Bianca sono stati apprezzati. «Sta cambiando alcune regole dell'agenzia per l'ambiente che impediscono alle imprese di lavorare. Sta cambiando alcune linee politiche adottate negli ultimi otto anni e soprattutto sta offrendo alla gente una prospettiva positiva», ha spiegato Chuck. In Kentucky, che sia in campagna o in città, non manca insomma il sostegno a Trump. Ma non si può dire lo stesso nel resto del paese: secondo i sondaggi, tre mesi dopo il suo insediamento, solo il 40% degli americani approva le sue prime azioni come presidente degli Stati Uniti.