25 giugno 2017
Aggiornato 16:00
La tempesta (istituzionale) perfetta

Usa, e ora è guerra aperta tra Trump e l'Fbi

Mentre si diffonde la notizia che il Congresso indagherà sulle presunte intercettazioni decise da Obama, il direttore dell'Fbi James Comey chiede al Dipartimento di Giustizia di smentire

WASHINGTON - Bufera istituzionale senza precedenti negli Stati Uniti. Tutto nasce dopo che il neo presidente Donald Trump, con una raffica di twitter, ha attaccato a testa bassa il suo predecessore alla Casa bianca, accusato di avere fatto intercettare i suoi telefoni durante la campagna elettorale. «Come è caduto in basso il presidente Obama», «Qui siamo al Nixon/Watergate», «È una persona cattiva o malata», ha postato Trump. L'ex presidente Barack Obama, dal canto suo, tramite il portavoce, ha rilasciato una secca dichiarazione affermando che si tratta di assolute falsità.

Il ruolo del Congresso
A dirimere l'esplosiva questione dovrebbe essere il Congresso. La Commissione sui servizi della Camera dei deputati statunitensi indagherà infatti sulle accuse di Trump dopo che lo stesso presidente degli Stati Uniti aveva chiesto al Congresso di accertare la verità riguardo a «inchieste dal movente potenzialmente politico» avvenute durante la campagna elettorale.

Comey chiede di smentire
Il direttore dell'Fbi, James Comey, ha chiesto al Dipartimento di Giustizia di smentire pubblicamente le asserzioni del presidente americano Donald Trump, secondo cui il suo predecessore Barack Obama ha ordinato di intercettare le sue comunicazioni telefoniche. La richiesta di Comey, riportata dai media Usa, arriva dopo le esplosive affermazioni di Trump, che i suoi collaboratori ieri hanno in qualche modo cercato di attutire, ammettendo che per ora le accuse del presidente non sono corredate di prove e chiedendo al Congresso di indagare.

Indagini con motivazioni politiche?
Citando «notizie di stampa» non meglio definite - ma da più parti si indica come fonte iniziale dello sfogo di Trump il sito Breibert News, un sito anti-establishment di cui il capo stratega della Casa Bianca, Stephen Bannon, è stato il cofondatore - il portavoce presidenziale Sean Spicer ha parlato di «indagini con motivazioni politiche» e ha esortato il Congresso a «stabilire se gli organi inquirenti del ramo esecutivo abbiano abusato dei loro poteri nel 2016», in pratica, se davvero i telefoni di Trump siano stati intercettati alla fine della campagna elettorale.

Intercettazioni illegali?
La richiesta dai vertici dell'Fbi di smentire le affermazioni del capo della Casa Bianca sembrano motivate innanzitutto dal fatto che intercettazioni di quel tipo sarebbero illegali: il presidente Usa non ha il potere di ordinare l'ascolto di conversazioni telefoniche di un cittadino. Il Dipartimento di Giustizia tuttavia non avrebbe per ora reagito alla richiesta.