21 novembre 2018
Aggiornato 06:30

Quando morirà Soros

Cosa scriveranno i commentatori politici quando Soros passerà a miglior vita? Verrà glorificato come il sanguinario McCain?
George Soros
George Soros (EPA/ALEJANDRO GARCIA)

NEW YORK - Ci piace pensare cosa avrebbe scritto di George Soros la grande scrittrice francese Irène Némirovsky. Ebrea convertita, morta ad Auschwitz nel 1940, è stata una spietata cantrice del mondo della finanza, delle banche, degli speculatori, del mondo dei ricchi così come era tra il 1920 e il 1940: il mondo della speculazione che ha armato la reazione sfociata nei totalitarismi novecenteschi. Un mondo straordinariamente simile al nostro. Forse avrebbe tratteggiato un personaggio alla David Golder, il "suo" speculatore mostruoso che tratta grandi partite di petrolio e carbone, vissuto per «far soldi e crepare». Ma di artisti con il coraggio della Némirovsky, che scriveva del mondo che aveva vissuto in gioventù e da cui era scappata, non esistono più: schiantati sotto il peso del conformismo, dell'interesse, della pochezza. La Némirovsky distrusse in poco tempo l'intellettuale di sinistra per eccellenza: Jean Paul Sartre. Fu a sua volta accusata di collaborazionismo con i nazisti, anche dopo essere stata ammazzata in un campo di concentramento, nazista.

Soros come McCain
Dopo aver letto gli epitaffi agiografici sul guerrafondaio McCain, è pensabile che di Soros si scriverà direttamente che è stato un benefattore dell'umanità? Non solo è ipotizzabile: è certo. In virtù del principio primitivo, un machiavellismo inaccettabile, secondo cui il nemico del mio nemico è un amico e un alleato. In virtù della non ideologia della nuova sinistra blairiana, che non ha più nulla da proporre, da dire, da riflettere, dato che si vergogna dello stigma della sua storia. Che resiste al potere nonostante la catastrofe globale in corso. Ebbene, prepariamoci al peggio, prepariamoci all'apologia di un mostro, esattamente come McCain. Prepariamoci alla celebrazione della speculazione come unico modello di civiltà, quindi. Ma la cosa ancor più bizzarra è che Soros verrà associato all'idea stessa di sinistra, e questa se ne farà vanto.

Anarchia al potere
Attaccato dai populisti, difeso da sinistra. L'uomo che ha combattuto tutta la vita in nome dell'anarco-capitalismo di Ron Paul, degno erede di Herbert Spencer e Andrew Carnegie, teorici del darwinismo sociale fondati sul principio della gerarchia genetica e della sopravvivenza del più adatto al fine del profitto che porta all'ammassamento del denaro: da cui far cadere qualche briciola verso gli affamati. Ma solo per superare l'insuperabile senso di colpa. Ricorderemo tutto questo come un valore quando Soros morirà? Cancelleremo il suo passato oppure lo porteremo a valore e saremo costretti a leggere "cose" così: "La speculazione di Soros era utile alla società perché metteva in evidenza le parti deboli dell'economia, da amputare». Milioni di vite, amputate. Oppure verrà incensato in nome del suo tragico filantropismo con cui vorrebbe cancellare il mondo mostruoso creato da lui e da quelli come lui. Perché se è vero che il mondo galoppa verso la reazione, lui, e quelli come David Golder cento anni fa, sono il principio, la causa, di questo moto ormai senza freni. Filantropismo che prende origine da una legge ferrea: come scrive Michele Serra, intellettuale che scrive sulle pagine di un quotidiano che incensa Soros e la finanza, «i miliardi non bastano. Il ricco vuole essere amato».