19 agosto 2018
Aggiornato 21:00

«Non sono pronto ad atterrare. Scusatemi»: poi lo schianto

Ecco il dialogo tra l’uomo che ha rubato l’aereo a Seattle - il «meccanico suicida» come lo hanno ribattezzato i media Usa - e la torre di controllo
L'aereo «rubato»
L'aereo «rubato» (Facebook/Seattle Times)

Il meccanico «suicida» - i media statunitensi lo hanno ribattezzato così - che ha rubato un aereo passeggeri vuoto per poi schiantarsi nella baia di Seattle è apparso «eccitato, confuso, a tratti calmo e sincero» nella sua conversazione con la torre di controllo, in cui confida di essere «solo un tipo distrutto» con «qualche bullone avvitato male». L’uomo di 29 anni, identificato come «Rich» o «Richard», è salito sul velivolo all’aeroporto di Seattle-Tacoma ed è deceduto dopo 90 minuti di volo, durante i quali ha compiuto diverse acrobazie. Le autorità hanno escluso che si sia trattato di terrorismo, affermando che è stata un’azione «suicida». 

Il dialogo con la torre di controllo
Una registrazione audio della conversazione avuta dal 29enne con la torre di controllo, pubblicata dal Seattle Times, fornisce un ritratto complesso dell’uomo: Rich dice subito, in tono neutro, di aver messo abbastanza carburante nell’aereo «per vedere le montagne olimpiche» (massiccio montuoso situato nello stato di Washington vicino al confine canadese). Poi però si dice preoccupato per il fatto che il carburante si consumi «più velocemente di quanto pensassi», mentre la torre di controllo cerca gentilmente di indirizzarlo a una vicina base militare. 

La trascrizione dell'audio
«Oh la la» risponde Rich «questi ragazzi mi faranno passare un brutto quarto d’ora se provo ad atterrare lì… probabilmente hanno difese anti-aeree». «Non hanno niente di tutto questo» lo rassicura il controllore di volo «stiamo solo cercando di trovare un posto dove tu possa atterrare in sicurezza». Ma Rich replica: «Non sono ancora pronto a riportarlo a terra. Tutto questo merita probabilmente l’ergastolo, eh? Lo spero, per uno come me». 

Le ultime parole prima dello schianto
«Oh Richard» risponde il controllore «non preoccupiamoci né pensiamo a questo, ma potresti per favore virare a sinistra?». Poco più tardi il meccanico si confida: «Ci sono molte persone che si preoccupano di me. Le deluderò quando sentiranno cosa ho fatto. Vorrei scusarmi con tutti loro. Sono solo un tipo distrutto, ho qualche bullone avvitato male, immagino. Non lo sapevo, fino ad ora».