23 ottobre 2018
Aggiornato 13:30

Attentato al presidente del Venezuela Maduro: «La Colombia voleva uccidermi»

Un drone esplosivo è detonato durante il suo discorso alla parata militare di Caracas: sette soldati feriti, ma il capo di Stato è illeso. Un gruppo ribelle rivendica
La conferenza stampa di Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, dopo l'attentato
La conferenza stampa di Nicolas Maduro, presidente del Venezuela, dopo l'attentato (ANSA/MIRAFLORES PRESS OFFICE)

CARACAS – Il controverso presidente venezuelano Nicolas Maduro ha detto di essere «più determinato che mai» dopo essere sopravvissuto a un tentativo di «assassinio» realizzato con un drone esplosivo mentre teneva un discorso durante una parata militare a Caracas. Il governo ha affermato che sette soldati sono stati feriti nel presunto attacco, che Maduro ha attribuito alla vicina Colombia e che è stato in seguito rivendicato da un misterioso gruppo ribelle. «Sto bene, sono vivo e dopo questo attacco sono più determinato che mai a seguire la via della rivoluzione», ha detto Maduro dopo il presunto attentato che l'ha lasciato illeso. «Giustizia! Massima pena! E non ci sarà perdono», ha avvertito in un discorso alla nazione, temendo che l'episodio di oggi possa portare a una repressione dell'opposizione nel paese dove ci sono già 248 prigionieri politici.

Sotto inchiesta
Il procuratore generale Tarek William Saab, presente anche lui alla parata, ha detto che degli arrestati in relazione all'incidente saranno identificati lunedì. «Ci sarà una punizione spietata», ha avvertito. Le immagini televisive hanno mostrato Maduro interrotto dal rumore di un'esplosione mentre teneva il suo discorso e i soldati della parata che si disperdevano rapidamente. «È stato un attacco per uccidere me, hanno tentato di assassinarmi oggi», ha detto Maduro, parlando di un «oggetto volante che è esploso di fronte a me». Il ministro della Comunicazione Jorge Rodriguez ha detto che c'era «una carica esplosiva... detonata vicino al podio presidenziale» e in diversi altri punti della parata. Alla Cnn Saab ha parlato di un drone che filmava l'evento e che è esploso. Nelle immagini televisive non si sono visti droni, ma si sono viste le guardie del corpo di Maduro che gli saltavano davanti per proteggerlo con uno scudo balistico flessibile. Un poliziotto, che ha richiesto l'anonimato, ha detto che droni potrebbero essere stati lanciati da un vicino appartamento che ha subito un incendio dopo che uno di questi è esploso. Ma un'altra versione degli eventi attribuisce l'incendio all'esplosione accidentale di una bombola di gas.

I responsabili
Il governo ha puntato il dito per l'attacco contro l'«ala di estrema destra», cioè l'opposizione. Ma Maduro ha dichiarato: «Non ho dubbi che il nome di Juan Manuel Santos (il presidente uscente della Colombia, ndr) sia dietro l'attacco». E ha aggiunto che le indagini sono puntati contro i sostenitori finanziari che «vivono negli Stati Uniti, nello stato della Florida. Io penso che il presidente Donald Trump sia pronto a combattere questi gruppi terroristi». Il ministero degli Esteri della Colombia ha negato ogni coinvolgimento, dicendo che le accuse sono «assurde» e «mancano di ogni fondamento». In seguito un gruppo ribelle civile e militare che si è autodefinito «Movimento nazionale dei soldati in t-shirt» ha rivendicato la responsabilità per l'esplosione. «È contrario all'onore militare esser fedeli al governo di coloro non solo hanno dimenticato la Costituzione, me hanno anche fatto della funzione pubblico un modo osceno per diventare ricchi», ha detto in un comunicato passato alla giornalista d'opposizione Patricia Poleo, che vive negli Usa, e che l'ha letto su YouTube. «Se lo scopo di un governo – dice ancora il comunicato – è di ottenere la più grande quantità di felicità possibile, noi non possiamo tollerare che la popolazione soffra la fame, che i malati non abbiano medicine, che la moneta non abbia valore, che il sistema educativo non educhi o insegni, ma indottrini solo al comunismo».