23 ottobre 2018
Aggiornato 13:30

Europa e Usa non faranno la guerra dei dazi: c'è l'accordo Trump-Juncker

La strategia della Casa Bianca porta i suoi frutti: Washington rinuncerà al suo protezionismo e in cambio Bruxelles abbandonerà le promesse ritorsioni
I presidenti della commissione Ue Jean-Claude Juncker e degli Usa Donald Trump alla Casa bianca
I presidenti della commissione Ue Jean-Claude Juncker e degli Usa Donald Trump alla Casa bianca (EPA/KEVIN DIETSCH/POOL)

WASHINGTON – Aveva lasciato trapelare la linea dura: dazi del 25% sulle importazioni di quasi 200 miliardi di dollari di automobili prodotte fuori dagli Stati Uniti. Ma, alla fine, Donald Trump ha svelato la sua strategia: minacciare la guerra (commerciale) per fare la pace. Il presidente degli Stati Uniti, infatti, è sempre rimasto convinto che la sua fermezza porterà dei frutti, in termini di concessioni da parte delle altre economie del mondo: anche se fino ad oggi i Paesi colpiti dai dazi avevano risposto, creando difficoltà alle esportazioni americane.

Parole di distensione
Con l'Europa, in compenso, la tattica Trump ha funzionato alla perfezione. Nel periodo di massima tensione tra le due parti dell'Atlantico, il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, si è presentato ieri alla Casa Bianca con parole concilianti, portando un segnale di pace e la possibilità di creare un'area di libero scambio tra l'Unione e gli Usa: «Siamo stretti alleati, non nemici. Rappresentiamo metà del commercio mondiale, mille miliardi di dollari e penso che dobbiamo parlarci ed è quello che faremo oggi. Dobbiamo concentrarci su come ridurre i dazi, non su come aumentarli». E lo stesso Trump ha iniziato il vertice auspicando di trovare un accordo giusto sul commercio con l'Europa e che augurandosi «che qualcosa di molto positivo accada. Se potessimo non avere dazi, barriere, e sussidi, gli Stati Uniti ne sarebbero felici. Che sia con l'Europa o con altri, deve essere di natura reciproca come minimo, ci stiamo lavorando e credo che stiamo facendo passi enormi».

Rimangiati dazi e ritorsioni
Così è stato. Alla fine lo sperato disgelo è arrivato: Washington rinuncerà al suo protezionismo e Bruxelles alle rappresaglie che aveva promesso. Quello siglato ieri è un impegno per arrivare a «zero dazi, zero barriere e zero sussidi su prodotti industriali non automobilistici». Una vera e propria tregua commerciale, mentre inizia una «nuova fase» negoziale durante la quale le parti si asterranno dall'introdurre nuove tariffe. Nel frattempo la Ue tende la mano al presidente americano aumentando le importazioni di soia e quelle di gas naturale liquefatto per «diversificare» le proprie fonti di approvvigionamento energetico. Trump e Juncker hanno anche promesso di lavorare per risolvere la disputa legata ai dazi sull'acciaio e sull'alluminio europei, fatti scattare dagli Usa il primo giugno scorso con la scusante di volere proteggere la sicurezza nazionale della prima economia al mondo. Christine Lagarde, il direttore generale del Fondo monetario internazionale, si è detta subito «felice» dell'impegno di Usa e Ue a lavorare insieme per ridurre le barriere commerciali. «L'economia globale non può che beneficiare del coinvolgimento costruttivo dei Paesi volto a risolvere disaccordi commerciali e sugli investimenti senza ricorrere a misure eccezionali», ha detto l'ex ministro francese delle Finanze.