16 novembre 2018
Aggiornato 23:30

Merkel e Seehofer trovano un accordo sui migranti, e Angela scampa alla crisi

Un negoziato lungo oltre quattro ore, poi quando si erano ormai fatte le 22, l’annuncio: la frattura è stata sanata

BERLINO - Un negoziato lungo oltre quattro ore, poi quando si erano ormai fatte le 22, l’annuncio: la frattura è stata sanata, almeno per il momento, e il governo della cancelliera Angela Merkel è salvo. Ad annunciare il buon esito della trattativa è stato il ministro dell’Interno Horst Seehofer, che ai giornalisti ha confermato: «Abbiamo un accordo chiaro su come impedire, in futuro, l’immigrazione clandestina». E’ la dichiarazione che mette fine al braccio di ferro tra l’uomo forte dei cristiano sociali della Baviera (Csu) e i cristiano democratici (Cdu) della cancelliera. Seehofer resta nell’esecutivo, dunque, dopo ore di alta tensione che hanno minato il governo alle fondamenta. Un’intesa che Angela Merkel ha confermato poco dopo, mostrando una soddisfazione appena accennata. «Dopo giorni difficili e trattative dure, abbiamo raggiunto un buon compromesso», ha detto, senza fornire troppi dettagli. Il compromesso verte sull’instaurazione di «centri di transito» per migranti alla frontiera tra la Germania e l’Austria. Qui i migranti saranno identificati per stabilire se hanno già chiesto asilo in altri Paesi europei.

Entrambi vincitori
Una soluzione che permette ai due contendenti di uscire entrambi vincitori dlala coontesa. O meglio, non sconfitti. Seehofer avrebbe voluto respingere al confine i migranti già registrati nei Paesi di primo approdo. Al ministro tedesco non era piaciuto il rifiuto del governo italiano di accordi bilaterali in questo senso, negoziati in Europa da Merkel con altri Paesi. Ma la soluzione preferita da Seehofer non era la stessa della cancelliera: secondo Merkel rappresentava una violazione evidente degli accordi di Schengen sulla libera circolazione. Da europeista, era inaccettabile. Di qui, il compromesso: l’accordo prevede che il rimpatrio dei migranti nei paesi in cui sono stati registrati per la prima volta all’arrivo nell’Ue vengano organizzati nel quadro degli accordi amministrativi conclusi con i paesi interessati e non unilateralmente dalla Germania. Se non è possibile trovare accordi, si prevede di respingere i migranti «sul confine tedesco-austriaco nel quadro di un accordo con l’Austria», si precisa nel testo reso pubblico.

L'esame dell'Spd
L’intesa adesso sarà esaminata con attenzione dal "terzo incomodo", il partito socialdemocratico Spd, altro partner della coalizione di governo ma grande escluso dalla trattativa. Il loro presidente, Andrea Nahles, ha salutato con moderata soddisfazione la fine delle ostilità nel campo conservatore tedesco, «che permette di tornare al lavoro». Ma, ha avvertito, il partito esaminerà nei dettagli il testo dell’accordo e solo dopo dirà la sua. Se il parere sarà negativo, tutti gli sforzi di Angela Merkel per salvare l’esecutivo si riveleranno vani. Un incontro al vertice dei tre partiti della coalizione – Cdu, Csu e Spd – è previsto per questa sera. Uno degli esperti in materia di migrazione nella Spd, Aziz Bozkurt, ha intanto criticato le restrizioni migratorie su Die Welt: a suo dire, vanno «totalmente nella direzione» dell’estrema destra.